Lo stress da lavoro fa ingrassare, in particolare le donne

Pressione, agitazione, ansia da prestazione sono solo alcune delle sensazioni spiacevoli che possono manifestarsi a causa dello stress nella vita quotidiana di un lavoratore.

Scadenze, ritardi, pressioni dai capi, screzi con i colleghi possono infatti portare a quello che viene definito stress da lavoro correlato o, semplicemente, stress da lavoro. Quando la pressione sul posto di lavoro si fa sentire, il corpo, in particolare quello delle donne, tende ad accumulare grasso.

Se dunque abbiamo un lavoro particolarmente stressante, aspettiamoci di vedere qualche chiletto in più sulla bilancia. Secondo i ricercatori dell’Università di Goteborg, in Svezia, esiste un forte legame tra un impiego che mette sotto pressione – anche dal punto di vista psicologico, dove spesso non abbiamo abbastanza tempo per portare a termine tutti i compiti – e l’aumento di peso corporeo.

Il team di ricerca ha preso come campione un gruppo di individui di 30 e 40 anni per un periodo di tempo pari a 20 anni, riprendendo dunque lo studio quando i partecipanti avevano rispettivamente 50 e 60 anni. Le persone con un lavoro più stressante avevano aumentato di peso in modo considerevole, di circa il 10%, durante il corso della ricerca.

Un risultato rilevato in particolare tra le donne, dove la percentuale ha raggiunto anche il 20%. “Siamo stati in grado di osservare l’impatto di una professione stressante nel peso corporeo delle donne, mentre negli uomini non abbiamo notato nessuna associazione tra la tensione sul posto di lavoro e l’aumento di peso“, ha dichiarato Sofia Klingberg, leader dello studio.

Non abbiamo esplorato le cause di ciò, ma siamo convinti si tratti di una combinazione di problemi al lavoro e un maggiore livello di responsabilità anche a casa, da parte dell’universo femminile. Questa combinazione rende difficile alle donne trovare il tempo di fare attività fisica e vivere una vita salutare” afferma la Klingberg.

Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, sostiene che lo stress da lavoro sia sperimentato da quelle persone che sentono le richieste del mondo lavorativo come superiori alle loro capacità. “In Europa questa condizione interessa il 25% dei lavoratori e ha delle conseguenze negative come l’assenteismo. Pur di non affrontare il problema, molte persone ricorrono agli psicofarmaci o alla negazione del problema“.

Uno studio della Bocconi – continua D’Agata – dimostra che per le donne c’è un problema ulteriore, insito nella difficoltà di conciliare impegno professionale e vita familiare in un caso su due“. “Ricordiamo che anche fare la mamma è un lavoro a tempo pieno“, conclude il Presidente dello Sportello dei Diritti.