Transage: Gender o solo Infantilismo Parafilico?

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Nelle ultime ore un articolo articolo sul “transage”, un nuovo termine per definire l’infantilismo parafilico, apparso sulla testata Il Giornale, ha letteralmente scosso il web. Non si tratta, dunque, di una nuova tendenza, ma dell’affermazione di un aspetto peculiare dell’animo umano che agli occhi di molti sembra un morboso disturbo psichico.

Paul Wolscht è un uomo adulto di 53 anni, vive a Toronto, è divorziato, ha figli e davanti alle telecamere di The Transgender Project si definisce fieramente “transage”. Dice di essere un transessuale nei panni di una bambina di sei anni, nel contempo è un attivista per i diritti LGBIT. Con ogni evidenza egli è affetto da infantilismo, una parafilia ancora poco esplorata dai medici che riporta gli individui adulti a identificarsi quotidianamente come pargoli in tenera età.

Sono pochi i casi in cui questa fantasia valica i confini della mente per realizzarsi nel quotidiano, e quello di Paul è uno di questi. D’altro canto l’emisfero degli adulti-bambini ha trovato ampio spazio nel mondo fetish, esprimendosi giocosamente mediante il feticismo del pannolino, talvolta anche attraverso pratiche di cross dressing con travestimenti che mischiano l’infantilismo con il cambio d’identità di genere. Sulla base di questo, il 53enne canadese può essere identificato come “baby sissy“, ovvero un uomo che si traveste da bambina.

Ciò su cui verte l’attenzione degli adult babies solitamente sono biberon e tutine variopinte e pannolini, talvolta concepiti come oggetti erotici. Molto più spesso, invece, l’infantilismo funge veicolo per il rifiuto della sessualità: l’adulto-bambino si affida completamente a una persona che accetti la sua condizione di ritorno alla pudica innocenza prendendosene cura, come un genitore.

Il “transage” Stefonknee adesso ha 2 genitori adottivi: una copia di amici che gli permette di esprimersi a modo suo. Il 53enne canadese gioca con i loro bambini e i loro nipotini come se avesse la loro stessa età. Non rinnega i suoi sette figli e la ex moglie, lo spiega nell’intervista girata per The Transgender Project, semplicemente vuole vivere appieno le proprie passioni.

Sebbene non siano noti con certezza i motivi su cui potrebbe basarsi questo desiderio di totale regresso verso la più tenera età, sicuramente una buona parte di adulti-bambini con esso esprime il bisogno di affrancarsi dalle responsabilità, dai sensi di colpa e dal controllo sulla propria vita. Un comportamento del genere potrebbe scaturire come reazione e risposta tardiva a situazioni spiacevoli vissute in un remoto passato, come abusi o carenza d’affetto.

Saranno queste le cause ad aver spinto il 53enne Paul Wolscht a definirsi “transage”, indossare i panni di una bambina e darsi il nuovo nome di Stef-on-knee, dall’inglese Stef-in-ginocchio? Non è dato sapere. Sicuramente non è il primo, tantomeno l’ultimo, caso di infantilismo parafilico al mondo. Non è una nuova invenzione per The Transgender Project. A 4 anni fa, infatti, risale la storia di Stanley, il 31enne americano che ha condiviso sul web la sua passione quotidiana per culle, biberon e giocattoli.

Cos’è, dunque, questo “transage” o infantilismo, una parafilia o puro e semplice esibizionismo? Potrà mai costituire un pericolo per la società o non varcherà il margine del fantasioso gioco di ruolo?

Di Alessandra Schirò

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