Trasferito il professore che si era schierato contro il ramadan

0
1517

Critica il ramadan e viene trasferito dal proprio istituto. Questo è, in brevissima sintesi, quanto accaduto a Pietro Marinelli, ex-docente presso l’istituto Falcone-Righi di Corsico, nel milanese. Il professore è finito nella bufera dopo aver espresso delle perplessità sull’usanza del ramadan, polemica nata dal momento che una sua studentessa non si era alzata al suo ingresso in aula asserendo di essere “stanca” proprio per il digiuno rituale.

La ragazza, sentendosi probabilmente offesa dalle critiche, ha proceduto col denunciare il professore, scatenando anche un’ispezione da parte della direzione scolastica regionale, che ha poi optato per il trasferimento del docente presso l’istituto tecnico Ettore Conti di Milano.

Non è mancata la reazione del professore, che sul suo profilo Facebook ha dichiarato: “La mia grottesca vicenda si è conclusa (almeno per ora) nella maniera più squallida: la preside è riuscita ad ottenere dalla Sovrintendenza un trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale. Ciò che maggiormente mi amareggia poi è il fatto che sia la preside dell’I.I.S. Falcone Righi sia le due dirigenti tecniche non hanno minimamente considerato né la mia capacità professionale né l’interesse dei ragazzi e dei genitori, i quali non sono stati nemmeno consultati. Oddio, non sono stato convocato mai nemmeno io!“.

Del caso di Marinelli si era occupato anche il consigliere e assessore regionale Riccardo De Corato (FdI) che ha tal proposito ha dichiarato: “Era una vergogna allora ed è una vergogna adesso: Marinelli sta passando le pene dell’inferno solo per aver osato criticare un aspetto dell’Islam“. Ma non è stato solo il mondo della Destra ad esporsi: anche l’ex portavoce della Rosa nel Pugno e del Popolo della Libertà, ora “apolide”, Daniele Capezzone interrogò il Parlamento già lo scorso settembre, chiedendo al ministro Fedeli maggior chiarezza sulla posizione di questo professore che per una opinione stava letteralmente rischiando il posto.