TRE MOSSE PER UNA VITA DI LUSSO

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Charles Sander Peirce ha scritto che “l’identità di un uomo consiste nella coerenza tra ciò che fa e ciò che pensa”. Come non essere d’accordo con lui? Il destino di un uomo si realizza nel momento in cui le sue idee si concretizzano, ovvero diventano azione.

Se pensiamo da uomini di lusso e da gentiluomini, dobbiamo anche sforzarci di esserlo in ogni occasione, anche tra le mura domestiche, quando nessuno ci vede. Pensiamo da uomini di lusso e agiamo di conseguenza! Bastano tre mosse:

I. Dobbiamo essere esigenti con noi stessi. Nel 1930, Ortega y Gasset pubblicò un libro – La ribellione delle masse – in cui spiegò come la crisi della società contemporanea fosse dovuta all’affermazione dell’uomo massa, all’uomo soddisfatto di sé. A questo tipo di uomo, Ortega y Gasset contrappose l’uomo nobile, ovvero colui che esige molto da se stesso: “al contrario di quanto si suole credere, è l’essere selezionato, e non la massa, a vivere in essenziale servitù. Non a per lui senso la vita se non la fa consistere aservizio di qualcosa di trascendentale. Per questo non ritiene la necessità di servire come un’oppressione. Quando questa, per un caso gli manca, egli sente come un’insoddisfazione e inventa nuove norme più difficili, più esigenti che lo opprimono. Tutto ciò è la vita come disciplina, la vita nobile. La nobiltà si definisce per l’esigenza, per gli obblighi, non per i diritti. Noblesse oblige”.

Abbandoniamo ciò che c’è di volgare in noi, impariamo a compiere bene – ovvero con stile – le azioni più semplici. Chi ha detto che non si può usare un accendino con stile? Impariamo a ragionare con arguzia e ad agire di conseguenza. Come scrive Robert Colonna d’Istria: “il lusso obbliga a sacrifici, a sforzi, all’abbandono della parte volgare della propria vita”.

II. Impariamo a gestire il nostro tempo, ovvero a gestire la nostra vita. Ian Fleming scrisse, come epitaffio per James Bond:  “non sprecherò i miei giorni nel cercare di prolungarli. Userò bene il mio tempo”. In questa frase è riassunta la nostra esistenza. Dobbiamo imparare a godere del tempo, non ad esserne vittime, consapevoli del fatto che “vivere di lusso significa, in ogni momento della vita, fare ciò che nessuno al di fuori di voi avrebbe potuto fare per elevarsi cercando una voluttà o una comunione con l’eternità senz’altro fine se non queste ultime”.

III. Lasciamo al mondo un segno della nostra esistenza. La nostra vita deve essere vissuta per qualcosa di grande: l’artista affiderà il ricordo di sé alle sue opere, il poeta alle sue poesie. Per il gentiluomo la vita stessa è un’opera d’arte. Questo non significa, necessariamente, comportarsi in maniera eccentrica. Significa – ed è molto più difficile – comportarsi bene in ogni momento, ovvero essere sempre all’altezza della situazione: durante un cocktail party, all’inaugurazione di una mostra, durante una cena di lavoro o in compagnia degli amici. Come scrive Glenn O’Brien, “essere uomo significa dare il meglio. L’evoluzione riguarda noi. Messo nella condizione giusta e sforzandosi un po’, un uomo può essere molto più che solo un uomo”.

Siate uomini dunque, esigete l’impossibile!

Matteo Carnieletto

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