UniTN e FBK: l’attenzione alla parità di genere, progressi notevoli

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Di pari opportunità si occupano dai 2 agli 8 articoli ogni mille. Si osserva una maggiore copertura da parte delle testate online rispetto a quelle cartacee e della cronaca locale (giornali o pagine locali) rispetto alle testate a tiratura nazionale. Del tema delle pari opportunità ci si occupa sempre di più in relazione al problema della violenza di genere.
È quanto emerge dalla mappatura effettuata da Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler su dieci mezzi di informazione tradizionali e digitali nel quadriennio 2011 – 2014. I risultati sono stati presentati oggi al Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale nel convegno dal titolo “Mappare il discorso pubblico su pari opportunità e genere. Buone pratiche di ricerca e collaborazione”. In una panoramica sugli strumenti per analizzare la rappresentazione di genere e la partecipazione femminile nei media Monia Azzalini (Osservatorio di Pavia) si è soffermata sulle caratteristiche del “Global Media Monitoring Project 2015”, nato nel 1995 e che viene realizzato ogni 5 anni in più di 100 Paesi, mentre Claudia Padovani (Università di Padova e Centro Interdipartimentale di Ricerca e Studi di Genere) ha dato conto di sviluppi internazionali e buone pratiche locali emersi dalla prima assemblea generale della “Global Alliance for Media and Gender” che si è tenuta a inizio dicembre a Ginevra.
Ci si è quindi concentrati sulla mappatura delle pari opportunità nei media condotta all’interno del progetto “MADRE” (MApping public DiscouRse on Equal opportunities), finanziato dalla Provincia autonoma di Trento attraverso i “Contributi per progetti di pari opportunità tra donna e uomo”, primo tentativo di mappatura sistematica del discorso pubblico prodotto dai mezzi di informazione tradizionali e digitali. Nel team: la ricercatrice Elena Pavan del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell’Università di Trento e il gruppo “Digital Humanities” della Fondazione Bruno Kessler con Sara Tonelli, Giovanni Moretti e Federico Sangati. Scopo del progetto – spiegano i ricercatori – era fornire agli stakeholder attivi in Trentino nel campo delle pari opportunità (istituzionali e del terzo settore) strumenti e competenze per una conoscenza più sistematica dei contenuti del discorso pubblico mediatico che, nel tempo, ha raggiunto i cittadini sul territorio provinciale, in diverse città italiane e a livello nazionale. «Il presupposto – si chiarisce – è che i media, tradizionali e digitali, giochino un ruolo centrale in relazione alla formazione di una “cultura pubblica delle pari opportunità”. A seconda del tipo di discorso pubblico che producono, infatti, i media possono creare condizioni più o meno favorevoli per sensibilizzare l’opinione pubblica e per fare in modo che donne, uomini, istituzioni, imprese private e autorità politiche collaborino ed agiscano in modo efficace per raggiungere un’effettiva parità tra i generi.
Lo studio pilota condotto all’interno del progetto ha considerato dieci diverse fonti di informazione pubblica: articoli di stampa locale (“Trentino”), news online dell’area trentina (“Trentino online”; “l’Adige online”; “La Voce delle Donne”), articoli dei principali quotidiani nazionali (“la Repubblica” e “Corriere della Sera”), articoli pubblicati nelle pagine locali di alcune città italiane (“la Repubblica Torino”, “la Repubblica Firenze”, “la Repubblica Napoli”, “la Repubblica Palermo”). La mappatura 2011-2014 è stata realizzata lungo tre dimensioni principali. «In primo luogo – illustra il team – si è esaminato quanta “visibilità” è stata data nel tempo al dominio delle pari opportunità e alle tematiche in esso incluse. In secondo luogo, è stata esaminata la “risonanza” del discorso pubblico, cioè il modo in cui le diverse fonti di informazione hanno strutturato il discorso. Infine, il progetto ha esplorato la “legittimità” conferita dal discorso pubblico a parole ritenute cruciali dagli stakeholder che hanno collaborato alla realizzazione del progetto».
Ma quali sono i risultati principali ottenuti dallo studio pilota?
Visibilità. Il risultato principale è la scarsa visibilità delle pari opportunità: in media dai 2 agli 8 articoli per mille sul quadriennio considerato. Nonostante i numeri contenuti, lo studio pilota ha evidenziato che le news online trentine danno maggiore spazio al tema rispetto agli articoli di stampa locali così come si osserva una visibilità maggiore della cronaca locale (giornali o pagine locali) rispetto alle testate a tiratura nazionale. Un altro aspetto: «Nel quadriennio considerato, l’agenda del discorso pubblico mediatico trentino online ed offline, è rimasta stabilmente dominata dal tema della “Parità tra i generi”. A margine di questo elemento di continuità, nel tempo l’attenzione si è spostata dalle questioni di conciliazione vita privata-lavoro e del lavoro femminile al tema della violenza, che nel 2013 diventa estremamente centrale e rimane tale anche nel 2014».
Risonanza. Lo studio pilota ha messo in evidenza che nel discorso trentino la parola “donna” costituisce il centro del discorso sulle pari opportunità sia online sia offline. Inoltre, la stampa trentina rispetto a quella nazionale mette al centro molte più questioni – il lavoro, la famiglia ma anche la violenza – e dà più attenzione al ruolo delle istituzioni locali, delle associazioni, degli strumenti della politica nel promuovere un’effettiva parità tra i generi. La stampa nazionale, invece, mette maggiormente in connessione le questioni delle pari opportunità con quelle della politica e delle istituzioni nazionali. Più eterogeneo il focus adottato nel discorso delle pagine locali, dove spesso il dominio delle pari opportunità è articolato in relazione alla dimensione locale e a quella della politica.
Legittimità. Emerge che anche in Trentino, dove il discorso pubblico sulla parità è tendenzialmente più vario, si nota la tendenza registrata a livello nazionale di una progressiva semplificazione della questione, sempre più spesso costruita intorno al tema della “violenza” che diventa il principale ostacolo al raggiungimento di un’effettiva parità tra i generi.

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