VANGELI IN OSPEDALE… LA PAROLA ALLA DIFESA

0
17

Una donna costretta ad abortire in bagno. Una triste vicenda di cronaca di questi giorni riguardante una persona che denuncia lo stato di abbandono in cui avrebbe affrontato l’aborto, sennonché mancano degli elementi. Riportiamo due dichiarazioni.

In quest’articolo l’On. Tarzia ci spiega la strumentalizzazione in atto di una vicenda dolorosa e triste, sulla quale bisogna fare chiarezza, ma che ci fa sospettare mezze verità taciute e qualche menzogna espressa.

“Il caso riguarderebbe una donna, al quinto mese di gravidanza, per la quale erano state avviate le procedure per un aborto eugenetico, cosiddetto ‘terapeutico’, donna assistita dall’Associazione Luca Coscioni, udite udite, non per questa vicenda (come mai per quattro anni l’Associazione non ha ritenuto opportuno assisterla? E come mai la donna non ha, all’epoca, sporto denuncia?) bensì sul tema della legge 40, poiché le era stato rifiutata la possibilità di effettuare una diagnosi pre-impianto, per l’appunto vietata dalla legge 40. L’Associazione Coscioni ha infatti presentato solo ieri il provvedimento del Tribunale nei confronti del Pertini. L’operazione appare tristemente mediatica (probabilmente l’inizio di un’orchestrata campagna ideologica) e, come sempre, sulla pelle dei più deboli attraverso la strumentalizzazione di un dramma, sul quale, certamente si dovrà fare luce. Se c’è stata realmente omissione di soccorso, questa va imputata nei confronti dei medici di turno, non tirando in ballo l’obiezione di coscienza, che tra l’altro, vorrei ricordare, oltre ad essere un diritto fondamentale, previsto dalla stessa L.194, permette comunque al medico obiettore di intervenire qualora vi sia pericolo di vita”

La cosa singolare è quella inerente i vangeli. Repubblica riporta quanto assistito dalla ragazza, ovvero: “Quindici ore di calvario e mentre ero li stravolta dal dolore entravano attivisti pro vita con i Vangeli in mano”

L’onorevole Tanzia a riguardo afferma:

A conferma della percezione di un’operazione ideologica – continua Tarzia – vanno le parole che la donna avrebbe riferito riguardo all’arrivo di ‘due strani personaggi con il Vangelo in mano, dicendoci che stavamo commettendo un crimine’: se non fosse per la serietà della strumentalizzazione del caso, risulterebbe persino ridicolo immaginarsi una tale situazione nel bagno di un ospedale… Chi sarebbero? Chi li avrebbe fatti entrare? Di quale ricerca spasmodica attraverso i bagni dell’ospedale, agitando Vangelo e lanciando anatemi, si sarebbero fatti promotori?

Qui non si parla di essere a favore o meno all’aborto, si parla di chiarezza e di verità di cronaca. Al fine di permettere al lettore una maggiore conoscenza dei fatti si vuole invitare questo a leggere anche una testimonianza di un’anziana ed esperta volontaria del CAV Mangiagalli riportata dal movimento pro vita.

Comments

comments