#VIGILIROMA: LA VERITA’ SU COME ANDARONO LE COSE

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L’anno nuovo non poteva che iniziare con l’ennesimo scandalo che facesse storcere il naso all’opinione pubblica: il 2015 s’è aperto con la rumorosa notizia riguardo un forte assenteismo dei vigili urbani di Roma all’ultimo dell’anno, registrando un “marina” dal posto di lavoro di circa l’80% del personale pubblico.

Impazzano la rete e la stampa nazionale, additando con disprezzo l’oziosa fannulloneria delle forze dell’ordine romane e la mancata capacità di organizzazione da parte della Pubblica Amministrazione di tenere sotto controllo questa gigantesca ondata di assenze, chiedendo inoltre la giusta punizione per quella massa che non ha rispettato i propri impegni lavorativi quel fatidico 31 dicembre 2014.

Prende subito la palla al balzo il Premier Matteo Renzi, che, unendosi alle critiche della folla e dei media, promette assieme al suo Ministro della Pubblica Amministrazione e della Semplificazione, Marianna Madia, che il prima possibile lavoreranno sulla già in ritardo da aprile 2014 riforma PA. Questa è infatti una notizia d’oro per il nostro Matteo, essendo l’ennesimo parafulmine mediatico che gli serviva per far dimenticare in fretta agli Italiani lo storico e molto più scandaloso fenomeno di assenteismo in Parlamento – con cifre di non presenza di alcuni deputati e senatori che superano addirittura il 95% – e l’aggiunta finale della postilla al Jobs Act, successiva alla sua approvazione alle Camere, che specifica che l’intera riforma del lavoro è applicabile solo al settore privato. Oscurate queste due vergogne e col capro espiatorio già bell’e servito, il Governo Renzi si promuove come nuova via da seguire per dare finalmente all’Italia la giusta riforma della Pubblica Amministrazione che merita.

Peccato che esista già. Lo ricorda il Capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati, Renato Brunetta, sottolineando l’inutilità delle intenzioni del Presidente del Consiglio di riformare la PA, essendo già vigente dal 2009 l’omonima riforma Brunetta, che dà chiare indicazioni da seguire ai dipendenti pubblici circa i loro compiti lavorativi, elencando tra l’altro le severe ma giuste punizioni applicabili a coloro che non seguiranno tali norme, tra cui la sospensione da posto di lavoro, o addirittura il licenziamento senza preavviso. Suggerisce quindi Brunetta al Premier Renzi di mettere in pratica la già esistente riforma Brunetta, anziché andare a inventarne una nuova.

Ma la questione circa l’enorme assenteismo dei vigili urbani romani in quel 31 dicembre non si chiude qua, e trova interessanti sviluppi riguardo come sia andata realmente la faccenda: riporta sulla sua pagina facebook Gianni Alemanno, ex-sindaco di Roma, “(…) L’amministrazione, che confidava negli straordinari come negli anni passati, si è ritrovata colpevolmente del tutto impreparata all’evento. La coperta era cortissima! D’urgenza viene attivata la reperibilità che si usa per eventi eccezionali, il Capodanno cade nella stessa data tutti gli anni. La sera del 31, all’ora del cenone, inizia la chiamata in reperibilità, si scopre che negli elenchi al Comando ancora ci sono nomi di persone in pensione, decedute e, addirittura, sospese dal servizio! Dopo questa lunga serata, e la successiva gogna mediatica nazionale irreparabile, si scopre che ben 44 persone su circa mille non rispondono alla presenza senza apparente giustificazione: circa il 4,4% del personale e non oltre l’80% come fatto credere (…)“. Quindi, in seguito alla scoperta di Alemanno, si può verificare che in effetti l’assenteismo reale delle forze dell’ordine citate non rientra nell’abnorme percentuale dell’80%, ma solamente del 4,4%. Il che è una discesa in picchiata di ciò che si pensava fino all’altro ieri: la colpa di ciò che sembrava una scandalosa “marina di massa” va attribuita a chi aveva il compito di aggiornare le liste del personale reperibile, cancellando i nomi dei pensionati, dei fuori servizio e, quantomeno, dei deceduti, e non ai vigili urbani in prima persona, che per la maggior parte stavano in realtà facendo il loro lavoro anche all’ultimo dell’anno, venendo poi criticati senza vergogna dalla stampa nazionale e dal nostro Primo Ministro senza che questi si documentassero meglio riguardo la faccenda prima di agitare penne e tastiere all’impazzata.

Chissà se la scoperta dell’ex-sindaco di Roma porterà a strappare almeno una richiesta di perdono da parte di chi ha con tanta leggerezza diffamato l’operato delle Forze di Polizia di Roma Capitale.

 

di Giuseppe Comper

 

 

[Photocredit www.lecodelsud.it]

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