VORREI PRENDERE IL TRENO, MA E’POSSIBILE PER TUTTI?

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Dopo la rivoluzione industriale, il treno è divenuto uno dei mezzi di trasporto più utilizzati, sia quotidianamente, sia da viaggiatori occasionali. E fin qui vi chiederete niente di nuovo all’orizzonte. Pensate come alcuni gesti che per noi sono scontati, come il salire sul treno,  per alcune persone non sono così banali. Infatti, i disabili con problemi deambulatori, non riescono a coprire la distanza banchina-treno, non senza l’aiuto di qualcuno. Questo perché, spesso, i nostri treni, le nostre stazioni e le nostre infrastrutture, sono in forte ritardo nell’opera di ammodernamento nel rendere un servizio migliore alla collettività.

Il tema delle barriere architettoniche, purtroppo sempre attuale, è in cima ai pensieri di tutte le persone diversamente abili che ogni giorno hanno la necessità di utilizzare i mezzi pubblici, di andare a lavorare o che semplicemente prendono un treno per andare dal proprio amore. “ Sono single per forza, non piglio l’autobus!!”, è proprio il tema che simpaticamente ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica Iacopo Melio, ragazzo toscano disabile, con una passione per i nuovi media e i social network. La campagna virale si chiama #vorreiprendereiltreno.

Abbiamo chiesto a Iacopo di parlarci un po’ di lui e di come sia nata questa “battaglia col sorriso” che lui stesso ha creato:

 

Sono nato in un piccolo paesino, Cerreto Guidi, nelle vicinanze di Empoli, ho ventidue anni e sono uno studente di Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione, media e giornalismo. Sono disabile dalla nascita, ed ho la passione per i blog e i social network.

Com’è nato #vorreiprendereiltreno?

Leggendo un tweet dell’ex Ministro dell’Istruzione Anna Chiara Carrozza, che recitava: “Buongiorno, oggi di ritorno da Roma con un treno magnifico partito alle sei #ioprendoiltreno farò lezione alle 11 alla Scuola Sant’Anna” . Ho deciso di risponderLe di come per me, non poteva essere così facile, ma diventare una vera e propria impresa se non addirittura un’utopia!

Le risposi, infatti: “i treni di noi plebei non sono mai magnifici, soprattutto per noi disabili che di rado troviamo attrezzati”utilizzando l’hashtag #vorreiprendereiltreno. Il fenomeno in breve tempo divenne virale, catalizzando l’attenzione dei giornali, e dei media locali e nazionali, arrivando addirittura alla BBC!

 Ti saresti mai aspettato un interesse così grande in un gesto così piccolo?

In seguito a questo piccolo scambio di tweet, ho scritto un articolo sul mio blog, pensavo fosse una cosa per me e per i pochi che lo leggevano, non mi sarei mai aspettato di avere l’attenzione dei media più importanti. Sicuramente mi ha aiutato molto la diffusione virale delle foto dei vari utenti con l’hashatag #vorreiprendereiltreno.

La tua campagna riguarda le Ferrovie dello Stato. La situazione per un disabile, è diversa per i trasporti pubblici su gomma?

 No, penso che la situazione sia la medesima. Grazie al successo avuto da questa campagna, qualcosa si è mosso in Regione e all’on. Carrozza, attraverso un fitto percorso di sensibilizzazione. Inoltre con l’ex Ministro Carrozza abbiamo coinvolto per una ricerca l’Università degli studi di Firenze e l’Università Sant’Anna, per il progetto di una rampa autonoma senza dover coinvolgere il personale delle Ferrovie.

 #vorreiprendereiltreno ha varcato i confini Italiani. Negli altri paesi, come procede la battaglia contro le barriere architettoniche?

So per certo, che paesi come la Spagna, Francia e Regno Unito sono attrezzati in modo quasi impeccabile per facilitare la vita dei disabili, quindi è un problema nazionale.

Qualcosa quindi si sta muovendo. Le amministrazioni locali, le Ferrovie, avevano davvero bisogno di uno stimolo attraverso un social per porre rimedio a questi “ritardi” delle infrastrutture?

Gli art. 13 e 16 della nostra Costituzione ci parlano di libertà personale, di libera circolazione del cittadino sul territorio nazionale, non è forse valido anche per i disabili? Purtroppo queste mancanze ci fanno capire come il cammino verso una completa civilizzazione del nostro paese non sia ancora ultimato.

Simone Lisi

 

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