“Rugby per tutti”, nel primo anno oltre 150 eventi e 200 risorse formate

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Non solo titoli di Campione d’Italia e appuntamenti internazionali nell’Emisfero Sud: il finale di stagione 2016/2017 coincide, per il movimento italiano, anche con la conclusione del primo anno di “Rugby per tutti”, il nuovo progetto di reclutamento, inclusione e sviluppo della comunità rugbistica ovale.

Sviluppato dal settore di base della Federazione Italiana Rugby con l’intento di creare una rinnovata cultura dell’accoglienza da parte dei Club attraverso la formazione di figure dedicate da mettere a disposizione delle Società stesse, ma anche ad allargare il bacino di praticanti attraverso forme alternative di gioco – dal touch al tag – “Rugby per tutti” si è sviluppato, nel suo primo anno di vita, su due piani distinti.

Da un lato, in collaborazione con i Comitati Regionali per massimizzare la penetrazione nel territorio, l’organizzazione di eventi ad hoc volti a coinvolgere nuovi praticanti, come in occasione dell’appuntamento organizzato a Villa Borghese in occasione dell’Earth Day o – tramite il patrocinio federale – con il supporto ufficiale alle tappe di “Rugby nei Parchi”.

Oltre 140 gli eventi organizzati, con migliaia di giovani sportivi che hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi per la prima volta a svariate forme di rugby giocato.

Dall’altro, un percorso didattico rivolto alla formazione degli Educatori Sviluppo Rugby, ai Responsabili Sviluppo dei Club ed agli studenti dei corsi di Scienze Motorie delle Università italiane, con l’obiettivo di aumentare la conoscenza del rugby negli atenei nazionali e di formare un numero crescente di figure professionali da mettere a disposizione del movimento e dei Club per trasmettere con accresciuta consapevolezza la cultura dell’accoglienza non solo degli atleti, ma di tutte le figure familiari ad essi collegate, all’interno della famiglia delle singole Società.

Ma la prima stagione di “Rugby per tutti” non si esaurirà qui e regalerà, a cavallo tra il 2016/17 ed il 2017/18, un assaggio importante del percorso che FIR intende percorrere nella stagione a venire: Rugby per Tutti sarà infatti al cuore della partecipazione FIR al Trofeo CONI 2017 con l’introduzione all’interno dell’appuntamento organizzato dal Comitato Olimpico del “tag rugby”, una speciale forma di rugby senza contatto dove il placcaggio è sostituito dalla necessità di staccare dal fianco dell’avversario un’apposita bandierina.

Daniele Pacini, Responsabile del Rugby di base FIR, ha dichiarato:L’obiettivo di Rugby per Tutti è sempre stato, sin dalla sua ideazione, quello di ispirare e coinvolgere nuovi praticanti e nuovi membri della grande famiglia del rugby italiano e di mettere a disposizione del movimento nuove risorse adeguatamente formate per consolidare il rapporto tra i Club e la comunità ovale italiana. Il primo anno ha visto una grande attenzione all’integrazione, nel percorso formativo federale, delle nuove figure degli Educatori Sviluppo Rugby e Responsabili Sviluppo dei Club, figure identificate all’interno dei Club stessi o negli atenei per offrire alle Società dei giovani motivati e capaci di offrire nuovi spunti nel rapporto Club/tesserati. Per la stagione a venire, oltre a consolidare e implementare quanto fatto in quella attuale, intendiamo avviare una nuova fase del progetto, volta all’implementazione di nuove forme di rugby senza contatto nell’attività dei Club, dei Comitati e della FIR per promuovere il messaggio di un rugby sempre più aperto alle famiglie, coinvolgente ed accessibile a tutti”.