Tracollo Lazio: in semifinale ci va il Salisburgo

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La squadra austriaca si conferma mina vagante del torneo: dopo aver eliminato il Borussia Dortmund, fa fuori anche la Lazio. La squadra di Inzaghi si presenta in Austria con i titolarissimi, sicuro che la trasferta sia quasi una formalità.

Nel primo tempo succede poco o nulla, la Lazio si limita a controllare la partita con il possesso palla e la qualità tecnica. L’unico lampo del Saisburgo è l’imbucata di Schlager per Hwang, che solo davanti a Strakosha viene neutralizzato dal portiere. La Lazio cerca a più riprese di chiudere la pratica qualificazione con il solito Immobile, che prima svirgola il pallone e poi sul finire del primo tempo centra in pieno il portiere Walke. La gara appare di tranquilla gestione per la Lazio, ed i ritmi sembrano essere molto meno concitati rispetto all’andata.

Dall’inizio del secondo tempo bisogna riporre la tazza del caffè, perché succede veramente di tutto. Poco dopo l’inizio della ripresa, Luis Alberto con un passaggio rasoterra di barcelloniana memoria lancia Immobile in campo aperto, che pennella il pallone all’incrocio. La Lazio sembra aver messo la qualificazione in cassaforte, ma neanche il tempo di rimettere la sfera a centrocampo, che il Salisburgo pareggia con Dabbur. Le scorribande laziali per tentare il secondo vantaggio preoccupano il Salisburgo, che soffre particolarmente le ripartenze di Lulic e Felipe Anderson. Il brasiliano dopo un coast to coast di 50 metri serve Luis Alberto, che spreca malamente calciando fra le braccia di Walke.

Da questo momento inizia un misterioso quanto inspiegabile blackout laziale che porta al 2-1 di Haidara, al 3-1 di Hwang e al 4-1 di Lainer, tutto nel giro di pochi minuti. Dopo aver perso completamente la bussola, la squadra di Inzaghi si risveglia quando ormai il suicidio è stato compiuto. Negli ultimi dieci minuti è un arrembaggio totale, saltano gli schemi, e l’arbitro Skomina inizia un valzer di ammonizioni per riportare la calma. Alla fine il pass per la semifinale lo stacca il Salisburgo.

La squadra di Inzaghi, nonostante la superiorità tecnico-tattica, paga quella mancanza di lucidità improvvisa che all’andata costarono il gol a Minamino ed al ritorno la qualificazione. Unica pecca per una squadra che ha fatto del proprio attacco un’arma letale e poteva arrivare in fondo.

SALISBURGO LAZIO 4-1

MARCATORI: 55’s.t. Immobile, 56’s.t. Dabbur, 72’s.t Haidara, 74’s.t. Hwang, 76’s.t. Lainer

SALISBURGO (4-3-1-2): Walke; Lainer; Ramalho; Caleta-Car; Ulmer; Haidara; Schlager; Berisha; Yabo (dall’84’ Minamino); Hwang (dal 79’ Guldbrandsen); Dabbur. A disposizione: Stankovic, Wolf, Pongracic, Farkas, Mwepu. Allenatore: Marco Rose.

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe; De Vrij; Radu; Basta (dal 60’ Lukaku); Parolo; Leiva (dal 78’ Nani); Milinkovic-Savic (dal 70’ Felipe Anderson); Lulic, Luis Alberto, Immobile. A disposizione: Guerrieri, Caceres, Murgia, Caicedo. Allenatore: Simone Inzaghi ARBITRO: Damir Skomina (Slovenia).

NOTE: ammoniti Ulmer, Leiva, Luiz Felipe, Ramalho, Walke.