I Leoni dello Sporting Lisbona stanno vivendo un incubo che pare non avere fine, con notizie preoccupanti che, come pezzi di un puzzle dell’orrore, si aggiungono ogni giorno. Sembra infatti che il neoallenatore Mihajlovic sia già stato scaricato dalla società, a nemmeno dieci giorni dalla firma del contratto. Per capire questo episodio è necessario andare un po’ indietro nel tempo, precisamente al 5 aprile scorso, dopo la sconfitta dello Sporting per mano dell’Atletico Madrid in Europa League. Quello che è ormai l’ex presidente dei Leoni non prese bene la sconfitta, esprimendo la propria rabbia su Facebook in un duro post pubblico, suscitando la pronta risposta dei senatori. Il portiere Rui Patricio difese subito la squadra su Instagram, presto seguito da altri 18 giocatori, tra i quali Coentrao, Bruno Fernandes e William Carvalho. Il punto, stando alle dichiarazioni di Rui Patricio, non erano tanto le critiche quanto piuttosto l’aver attaccato la squadra pubblicamente al posto che lavare i panni sporchi in famiglia, come da tradizione. Il presidente Bruno de Carvalho rispose a tutto ciò con la clamorosa sospensione dei 19 ammutinati, reintegrati poi per la sfida di ritorno, quando la storia aveva ormai già fatto il giro del mondo. La goffa mossa del patron gettò benzina su un fuoco mai sopito, acuendo i contrasti con la tifoseria e creando un ambiente terribile in cui lavorare, tanto che alla fine lo Sporting mancò la qualificazione in Champions all’ultima giornata di campionato.

Fattore scatenante, questo, dell’episodio gravissimo del 15 maggio, quando un gruppo di una cinquantina di persone aggredì alcuni giocatori e l’ex tecnico Jorge Jesus negli spogliatoi del campo di allenamento. Un episodio gravissimo, che ad un mese di distanza fa sentire tutti i suoi pesanti effetti. Già dopo l’aggressione parecchi giocatori sembravano aver chiesto la risoluzione del contratto per giusta causa – ovvero l’inadempienza nella messa in sicurezza dell’ambiente lavorativo – ed ora, in pieno mercato estivo, l’esodo sembra realtà. Rui Patricio, l’ex udinese Bruno Fernandes ed altri tra i senatori più importanti del club sembrano ora alla ricerca di una nuova casa, un vero affare per chiunque dato che i giocatori sarebbero di fatto dei parametri zero. Pochi giorni fa, nel tentativo di rasserenare l’ambiente ed evitare la diaspora, l’assemblea generale del club ha destituito Bruno de Carvalho (il presidente, come in molte società iberiche, non è il proprietario del club ma viene eletto tra gli azionisti). A contribuire alla decisione, oltre ai fatti già citati, potrebbe essere stata l’inchiesta del Correo de Manha, che un mese fa avrebbe dimostrato un tentativo di corruzione arbitrale nel campionato di pallamano (lo Sporting è infatti una polisportiva, come il Real Madrid) relativo alla stagione 2016/17. Difficile poi dimenticare le accuse dello stesso Jorge Jesus, che imputava l’attacco del 15 maggio direttamente alla presidenza, rea di aver organizzato una sorta di spedizione punitiva nei confronti dei giocatori.

La destituzione di de Carvalho ha travolto a valanga le sue ultime decisioni istituzionali, tra le quali la scelta di Sinisa Mihajlovic come allenatore e l’acquisto dell’ex blucerchiato Viviano tra i pali, voluto proprio dal nuovo mister. Il tecnico serbo era stato assunto contro la volontà del resto del consiglio di amministrazione, che ora pare abbia deciso di cacciarlo dopo neanche dieci giorni, gettando tutto il club nel caos più totale e minandone seriamente la professionalità. Mihajlovic minaccia querele e pretende quanto promesso per il primo anno, anche se a quanto pare nulla gli è dovuto dato il non raggiungimento dei 15 giorni di prova post-firma. Le elezioni del prossimo presidente si terranno a settembre, ma potrebbe già essere troppo tardi. Il futuro del club appare nero come la pece, con un cospicuo numero di giocatori in partenza senza nessun rientro economico, una credibilità minata alle fondamenta e l’assenza di una figura al comando in un momento così delicato.