COPPA ITALIA: IL NAPOLI VINCE, L’ITALIA PERDE

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Se allo Stadio Olimpico il potere è degli Ultras, se la Procura non ha alcuna voce in capitolo, se le tifoserie sane sono vittima delle tifoserie violente, se per una partita di calcio sono più i petardi in campo e gli spari fuori dallo Stadio, rispetto ai goal, possiamo dire ufficialmente che il Calcio è morto. Tim Cup.
A giocarsi la Coppa Italia, una delle coppe più rappresentative per la nazione, nella giornata di oggi, 3 Maggio 2014, sono state il Napoli e la Fiorentina: vince il Napoli, per 3 a 1. Nulla a che dire sul fatto che i goals ci sono e che i giocatori hanno giocato con impegno nonostante la situazione.
Ma questa partita ha un valore metaforico per descrivere una situazione socio-politica? Se fosse così non solo ha perso la Fiorentina, ma ha perso il calcio, ha perso lo sport, ha perso il mondo dello spettacolo fatto di stadi e di spalti.

Chiude così: Fiorentina 1 – Napoli 3 con le reti rispettivamente di J. Vargas al 28′ per la Fiorentina e L. Insigne all’ 11′ e al 17′ con tripletta napoletana di D. Mertens al secondo oltre il novantesimo.

A dare il fischio d’inizio un uomo, un tifoso, un Ultras, detto “Genny ‘a carogna” detto anche il figlio della camorra, al secolo Gennaro de Tommaso, che si è fatto arbitro, con una tifoseria, del Napoli, che avrebbe voluto fermare tutto.

Finisce bene? C’era un complotto alla base di questi tafferugli per fermare una partita che, potevamo prevedere, era già vinta in partenza dal Napoli? Ormai dal calcio possiamo aspettarci di tutto, dal momento che di sportivo ha conservato ben poco .. tuttavia pensare a una mossa per fermare un Napoli molto preparato non è del tutto fuori luogo, forse potremmo chiederlo a chi ha dato il fischio in-ufficiale d’inizio, sostituendosi al Questore e all’Arbitro .. garantendo per i suoi .. se si è fatto bene a giocare oppure no. 45 minuti di ritardo per pensare, significativi, corrispondono a 3 quarti d’ora accademici, tutti laureati. Napoli vince, l’Italia perde. In Coppa Italia.

 

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