Per molti è il calciatore più forte del mondo. La discussione è accesissima. Lasciando parlare i record, li ha polverizzati praticamente tutti, che siano di club o di nazionale. Miglior marcatore nelle competizioni Uefa, nella storia del Real Madrid e nella storia del Portogallo. La lista è ancora molto lunga, a cui si aggiungono il maggior numero di palloni d’oro vinti, 5. La sua storia calcistica è costellata di record personali e successi di squadra, che ne fanno uno dei più vincenti nella storia del calcio. È colui che ha vinto 5 Champions League, più di tutti da quando non è più denominata Coppa dei Campioni.

Quando si parla di vittorie, si parla di squadra. Con Cristiano Ronaldo non possiamo prescindere dal parlare di invidualità, un vero e proprio trascinatore. Quest’anno ha segnato per dieci partite di Champions consecutivamente, coronando l’ultima rete con una rovesciata da cineteca, ed a cui tutto lo Juventus Stadium non ha potuto far altro che lasciarsi andare ad un lungo applauso.

Nella notte più importante, quella della finalissima fra Liverpool e Real Madrid, Cristiano Ronaldo è rimasto molto in ombra. Le poche azioni che ha avuto modo di creare sono state prontamente fermate dagli interventi di Robertson. Ciò lo fa apparire più umano, più vicino all’atleta terreste e non al marziano.

Nonostante ciò lui non sembra aver digerito questa prestazione amara e nel post gara tuona “è stato bello giocare nel Real Madrid”. Una vera bomba di mercato o una mossa al rialzo per le trattative che si intavoleranno la settimana prossima?. Il giocatore non ha mai nascosto di volere, anzi di pretendere, 40 milioni l’anno, molto più del suo rivale Messi (ad oggi Ronaldo ne percepisce 21 milioni e Messi 30). Il Real Madrid è sempre stato restio nell’accordarsi, e questo continuo rimandare può aver indotto Cristiano Ronaldo a guardare verso altri lidi. A 33 anni non sembra essere sulla via del tramonto, la forza muscolare e l’esplosività non risentono degli anni, anzi ne aumentano la prolificità.

Ha vinto l’Europeo con il Portogallo, prima volta nella storia del club lusitano, oltre a portare per numerosi anni il Real Madrid sul tetto d’Europa. Ingaggiare lui è sinonimo di trofei. È un giocatore tecnicamente perfetto: dribbling fulmineo, eccellente nel gioco aereo ed è considerato uno dei giocatori più veloci al mondo. La sua richiesta di stipendio cosi esosa ha motivi più che validi per essere presa in considerazione. Conscio dei propri mezzi e dell’alta probabilità di ottenere trofei in sua presenza, sa che il suo valore non può scendere al di sotto dei 40 milioni.

Uno stipendio così è già scritto in Cina, ma difficile che la sua volontà sia quella di andare dall’altra parte del continente, quando Paris Saint-Germain e Manchester United possono essere in lizza per il suo destino. Florentino Perez non sembra preoccuparsi del caso, e risponde con un freddo “il club viene prima di tutto”. Stronca ogni possibile vena polemica, anche se la settimana prossima si siederà al tavolo per approvare o meno i 40 milioni annuali.  Zidane e Sergio Ramos rispondono alle domande come fossero profeti, affermando che Cristiano Ronaldo fuori da Madrid non sarebbe più lo stesso.

La classe fuori dal normale come quella di Ronaldo, spesso mette in scacco le società, costrette a limare di anno in anno i contratti, per evitare che i pezzi più pregiati partano. Anche il portoghese, nonostante sia idolo della tifoseria e di tutti gli amanti del calcio, vede nel denaro la ragione per restare o meno in un determinato club. La sua grande tecnica non è più uno strumento per far divertire la gente, ma un’ottima fonte di reddito, da cui i club di frequente sono costretti a venire incontro alle esigenze del giocatore e del procuratore.