Il 10 Dicembre a Sofia è andata in scena una partita di calcio tra i locali del CSKA Sofia e il Sozopol, gara valevole per i quarti di finale della coppa nazionale bulgara.

Questa partita è salita agli onori della cronaca internazionale non per il risultato, né fortunatamente per episodi di violenza tra tifosi, ma perché i supporters locali hanno deciso di incitare i propri beniamini con una coreografia ispirata alla famosa saga cinematografica “Star Wars”.

La curva (parte della tifoseria più calda e appassionata) ha presentato un enorme telo raffigurante Dart Vader, sorretto dai tifosi mascherati da Stormtrooper (i soldati imperiali) e intonando un inno dedicato al CSKA sulle note della famosa marcia imperiale.

Il gesto deve aver ispirato i calciatori, visto che si sono imposti sui rivali con un secco 3 a 0. In realtà non è il risultato la cosa più rilevante, bensì il fatto che finalmente dai campi di calcio ci arrivano delle belle immagini. Troppo spesso siamo stati sommersi di notizie di scontri e violenze tra tifosi in nome di una non ben precisata supremazia sportiva che dovrebbe essere misurata con la filosofia del “chi picchia più forte”.

Questa volta invece di scontrarsi tra di loro, i tifosi hanno dato spazio alla fantasia, preoccupandosi solo di incitare la propria squadra nella maniera più fantasiosa ed originale possibile, dando vita ad uno spettacolo suggestivo e creando un’atmosfera da brividi per tutti i supporters. I tifosi di tutto il mondo dovrebbero prendere esempio dai tifosi bulgari, soprattutto quelli nostrani visto che sempre più spesso assistiamo a episodi di violenza, di becero razzismo e di squallide discriminazioni territoriali.

Con questo spettacolo i tifosi bulgari hanno voluto rendere omaggio alla più famosa saga cinematografica mondiale (dal prossimo Giovedì nelle sale con l’ultimo episodio “Il risveglio della forza”), dove uno dei temi principali è l’uso della forza, intesa come forza spirituale che eleva e potenzia chi è capace di padroneggiarla, non come strumento di mera violenza, ma come strumento di coesione che consenta a tutti di vivere in armonia.

Consapevolmente o meno, è proprio questo il messaggio che i tifosi del CSKA hanno passato e che probabilmente si aspettavano recepissero i loro idoli per battere i rivali del Sozopol. Questo è un fulgido esempio di come ogni manifestazione sportiva dovrebbe essere: atleti che si affrontano in maniera corretta in campo e, sugli spalti, i tifosi che inneggiano e incitano la loro squadra.

Perché in fondo cos’è una partita di calcio, come qualunque altra manifestazione sportiva, se non una festa? Un momento di svago da passare in compagnia dei familiari, degli amici e perché no, anche degli avversari, in allegria e con lo spirito del “vinca il migliore”, e non un momento per liberarsi delle proprie frustrazioni e dei propri problemi, prendendosela con gli avversari.

Le manifestazioni sportive dovrebbero unire tutti gli appassionati sotto i nobili ideali della sportività e del reciproco rispetto e non dividere in nome della diversità dei colori. Quando capiremo tutti questo semplice messaggio allora sì che andare allo stadio sarà uno spettacolo, ma forse questa è solo Fantascienza.

Carlo Alberto Ribaudo

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