Elkjaer nominato cittadino onorario di Verona

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Nella giornata di ieri, la giunta comunale di Verona ha nominato cittadino onorario Preben Elkjaer Larsen, rendendo omaggio ai meriti sportivi di un atleta e di  un uomo che è entrato in piena alchimia romantica con la bellissima città 33 anni fa, quando l’Hellas Verona riuscì a conquistare uno storico scudetto. Il calciatore danese fu uno dei protagonisti principali di questa impresa nella stagione 1984-85 e il suo gol contro l’Atalanta fu decisivo per la conquista dello scudetto e viene ricordato con molto piacere anche per quel suo gol segnato senza uno scarpino alla Juventus, sempre nella medesima stagione.
In un’intervista rilasciata al Corriere di Verona, Elkjaer dichiara ironicamente “Ma come, sono già sindaco!” prima di esprimere il suo onore e la sua gratitudine: “Sono lusingato, lo considero davvero un grande onore perché mi considero cittadino veronese da quando ho conosciuto questa città, nella quale è nato anche mio figlio Max, e adesso saremo tutti e due veronesi doc”.

Il legame che c’è tra l’ex attacante dell’Hellas e buona parte della città lo si può capire solo conoscendo la sorprendente vittoria dello scudetto nella stagione 1984-85, nemmeno lontanamente pronosticabile per due motivi, che ne accrescono anche il valore: il primo è che la rosa della squadra era formata solamente da 17 giocatori e lo staff tecnico solo dall’allenatore Osvaldo Bagnoli e dal suo viceallentaore, il secondo è che l’Hellas, come dichiarò il giornalista de “La Repubblica” Gianni Mura, conquistò lo scudetto nell’anno in cui nel campionato italiano c’erano campioni del calibro di Maradona, Platini, Rummenigge, Falcao, Zico, Boniek, Socrates, etc. Elkjaer venne prelevato dal Lokeren, squadra belga, per 2,5 miliardi di lire nel 1984 e si rese protagonista dell’impresa gialloblu con 13 reti. Era un attaccante bravo nel dribbling e dotato di un’elevata forza e potenza, ma non aveva un gran senso della disciplina e non era professionale – per questo soprannominato “Cavallo Pazzo” – , infatti ha sempre preferito gli eccessi notturni. Nel 1979 si riformò grazie all’allora allenatore della Danimarca, Sepp Piontek, che trasmise ai suoi giocatori una maggiore professionalità grazie alla sua rigidità, ma ciò non servì ad eliminare qualche vizietto di Elkjaer, che rimase un fumatore talmente accanito che si accendeva una sigaretta durante l’intervallo delle partite. Il mix di talento calcistico e mancanza di professionalità contribuì a rendere il calciatore danese un idolo per i tifosi dell’Hellas fin da subito, acclamato al coro di “Elkjaer sindaco” che rieccheggia ancora oggi.

Elkjaer rappresenta il volto, ma soprattutto il sorriso di quel Verona così sorprendente e speciale, un sorriso che si è spento, come era normale che potesse accadere, e che non fa pensare, almeno per un giorno, all’Hellas di quest’anno, una squadra che fatica a lottare per la salvezza, per cui è ancora in corsa. Il calciatore danese ha chiuso l’intervista del Corriere di Verona, rispondendo ad una domanda sulla situazione attuale dell’Hellas: “Il Verona di oggi? Cosa vuole che le dica…Speriamo”. Questa dichiarazione rappresenta a grandi linee il pensiero di molti tifosi gialloblu, che non sanno cosa aspettarsi da una squadra una volta capace di vincere contro il Milan e il Torino e la volta dopo di perdere contro il Benevento, restando in un limbo tra speranza e rassegnazione. Elkjaer rimane il ricordo vivente di una pagina bellissima della storia del calcio italiano e della storia umana di Verona, una città che ha per sindaco un “Cavallo Pazzo”.