La verità su Jesse Owens, “Race” al cinema nel 2016

0
63

Negli ultimi tempi il mondo dell’atletica è stato al centro delle polemiche, prima per lo scandalo abbattutosi sullo sport russo, con certificati falsificati e controlli antidoping truccati e ora per la bufera che sta per abbattersi sul Kenya e sull’Etiopia sempre a causa dello scandalo doping.

Arriva con tempismo perfetto la notizia dell’imminente uscita nelle sale cinematografiche il prossimo diciannove Febbraio dell’agiografia “Race”, il film sulla vita di quello che è considerato il più grande atleta della storia: Jesse Owens.

Il film è realizzato grazie alla collaborazione di Marlene Owens Ranking, figlia del campione morto trentacinque anni fa, che racconterà l’ultima verità sull’atleta più famoso della storia dell’atletica.

Il fulcro del film sono le Olimpiadi del 1936 a Berlino, quando Owens vinse nell’arco di una settimana quattro medaglie d’oro (100 metri, staffetta 4×100, 200 metri e salto in lungo). Le Olimpiadi del 1936, nell’ideologia nazista, dovevano essere la vetrina perfetta per mostrare la superiorità fisica della razza ariana e consacrarla come unica e vera razza perfetta. Ciò fu bruscamente smentito dalla performance di questo ragazzo originario dell’Alabama, che stabili un record che solo Carl Lewis nel 1984 eguagliò, vincere quattro ori in una sola Olimpiade.

La leggenda narra che al momento della premiazione che doveva accadere per mano dell’allora presidente Adolf Hitler, il fuhrer si rifiutò di stringergli la mano, non considerando Lewis degno di tale onore. La vittoria dell’atleta di colore contro il campione tedesco Luz Long creò un forte imbarazzo tra le file naziste con l’allora ministro della propaganda del terzo Reich Joseph Goebbels che nel suo diario segreto scrisse “L’umanità bianca si dovrebbe vergognare”.

Owens avrebbe però smentito l’accaduto dichiarando che, dopo la premiazione, si sarebbe avvicinato verso gli spogliatoi passando sotto la tribuna d’onore dove troneggiava il fuhrer, che lo avrebbe salutato con un cenno della mano. Questa è la verità che l’atleta per anni ha invano cercato di mettere in mostra, non venendo mai ascoltato.

La stampa mondiale nel corso degli anni si è dimostrata di cattivo gusto approfittando di questo evento per creare il più grande equivoco del mondo dello sport, asserendo che Jesse Owens si sarebbe sentito snobbato dal governo Nazista. Tuttavia, sia la biografia personale dell’atleta del 1936, sia le dichiarazioni del giornalista tedesco Siegrif Mischner, presente all’evento, confermarono di aver visto Hitler stringere la mano di Owens e il tentativo dell’atleta di rendere pubblica la stretta.

La figlia ha però dichiarato che a ferire l’animo dell’atleta sarebbe stato non tanto il presunto rifiuto di Hitler, ma il rifiuto dell’allora presidente U.S.A Theodore Roosevelt di incontrarlo alla casa bianca (evento di rito per gli atleti olimpici medagliati).

L’ex presidente coadiuvato da Avery Brundage, all’epoca presidente del comitato olimpico statunitense, cancellò l’udienza senza mai riprogrammarla, preoccupato della reazione che avrebbero avuto gli stati del sud, visto che era impegnato nella campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 1936. Per ripicca Owens si schierò apertamente con l’avversario di Roosevelt, il repubblicano Alf Landon.

Il film si ripropone di far riscoprire agli americani la figura di Jesse Owens, mettendone in mostra non tanto il lato sportivo, quanto il lato personale di un uomo profondamente deluso dalle istituzioni del suo paese, un uomo che si è sentito abbandonato dalla sua nazione nel momento in cui avrebbe dovuto, invece, esaltarlo.

Il registra Anthony Hopkins ha affermato che il film sarà fedele alla biografia di Jesse Owens, portando avanti la verità che per anni l’atleta ha cercato invano di far ascoltare, con la consapevolezza che questo cambierà per sempre la visione del mondo nei suoi confronti, non intaccandone di certo la fama e la grandezza, ma sfatando il mito di uno dei gesti più vergognosi della storia dell’atletica moderna.

Questa pellicola arriva in un momento in cui il mondo dell’atletica ha bisogno di ricordarsi i fasti del passato per riuscire a tornare quello sport puro che tutti hanno sempre apprezzato, negli ultimi tempi il suo nome è stato infangato da atleti e da manager che hanno dimenticato il vero spirito sportivo in favore dei loro interessi personali. Sicuramente il ricordo di questo atleta che, con le sue vittorie abbatteva non solo record sportivi, ma anche intere barriere culturali, sarà d’aiuto per far ritrovare ad uno degli sport più antichi di tutti i tempi, la retta via.

Carlo Alberto Ribaudo

Comments

comments