In Cina si apre una nuova crepa nella già traballante credibilità del patron rossonero, rappresentata dal commissariamento di una delle principali attività di Li. Come riportato da un’inchiesta del Corriere la Jie Ande, holding di proprietà del presidente cinese, sarebbe stata dichiarata fallita in seguito all’insolvenza verso la Banca di Canton. La holding deteneva la quota di maggioranza della Zhuhai Zhongfu, una grossa azienda produttrice di bottiglie di plastica, e sulla carta pareva essere una delle società più solide tra gli asset di Mister Li. La Jie Ande, in realtà, era già stata condannata per insolvenza nel febbraio 2017 e costretta a vendere la quota di maggioranza per saldare i debiti. Le date sono importanti, perché appena due mesi dopo, ad aprile 2017, Li firmava l’acquisto definitivo del club meneghino, e nulla di quanto successo pochi mesi prima era trapelato.

Un articolo di Milan News, che appare quasi in risposta all’inchiesta del Corriere, spiega invece come la holding di Li sia stata lasciata fallire di proposito. La Jie Ande infatti non sarebbe un pezzo importante nel cosmo finanziario del presidente cinese, che l’avrebbe lasciata al suo destino in favore di altre attività più produttive. Se questa spiegazione sembra raffazzonata e nettamente di parte, è anche vero che i soldi finora sono sempre arrivati e le immense spese di gestione pagate. La situazione economica di Li è davvero stabile o c’è qualcosa sotto? In realtà la coperta pare essere piuttosto corta. Come già detto, Li sta attualmente cercando un partner per il rifinanziamento del debito col fondo Elliott, e sembra avere qualche difficoltà anche nei pagamenti più semplici. Il patron avrebbe mancato il pagamento di un piccolo debito con una finanziaria delle Cayman, accettando un interesse maggiorato in cambio della proroga della scadenza. Pare che lo stesso fondo Elliott si sia offerto di aggiungere ulteriore liquidità al Milan, pur di garantire solidità economica e sportiva ad un club che potrebbe, da ottobre, diventare suo.

La situazione finanziaria di Yonghong Li sembra essere davvero troppo traballante, e i falchi del fondo Elliott non aspettano altro. Basti solo ricordare che questi ultimi sono specializzati in investimenti ad alto rischio. Un ultimo tassello, in realtà parecchio speculativo. Milena Gabanelli, la nota ex giornalista RAI, nel video allegato all’articolo ricorda che i consiglieri di Li nell’affair Milan furono i banchieri della Rothschild. Il vicepresidente di Rothschild Londra è Paolo Scaroni, amico di Silvio Berlusconi e membro del consiglio di amministrazione del Milan stesso. Certo non si accusa nessuno di complotti, ma forse ricorderete le segnalazioni della Banca d’Italia in merito alle operazioni sospette nella cessione del Milan, per sospetto riciclaggio. Staremo a vedere se due più due farà quattro.

Marco Taviani