POSSIBILI SIRENE AZZURRE PER SANTON?

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Vi ricordate di quel terzino che nel 2009 esordì, all’età di soli 18 anni, con l‘Inter in Serie A? Di quel ragazzo che fin da subito gioco egregie partite nella grande Inter di Mourinho e che fu capace di marcare campioni del calibro di Cristiano Ronaldo come se fosse un veterano? Vi ricordate di colui che sembrava essere un predestinato, la nuova promessa del calcio italiano, il difensore che la Nazionale aspettava da tempo per il famoso “ricambio generazionale”? In poche parole, vi ricordate di Davide Santon? Ebbene sì proprio lui, perché il terzino di Portomaggiore, dopo un inizio folgorante di carriera dove vinse tutto con i nerazzurri, sembra davvero esser finito nel dimenticatoio di molti, in particolare di quello del Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, Cesare Prandelli.

Sarà la lontananza dall’Italia, o forse la poca visibilità europea del Newcastle, squadra in cui milita l’ex Inter e Cesena, fatto sta che, in questi ultimi anni, la considerazione nei suoi confronti è calata notevolmente. Santon invece, nel silenzio generale, si esibisce  in ottime prestazioni nel campionato inglese, non esattamente la competizione più scadente al mondo, e attualmente con la sua squadra si ritrova a pochissimi punti dall’Europa League a battagliare con Everton, Manchester United e Totthenam. Oltretutto l’esterno sinistro, con i “magpies“, sembra aver trovato davvero il posto ideale dove potersi esprimere al meglio e gode della completa fiducia della società: basti notare le 80 presenze in due anni, di cui 25 nella stagione corrente; un vero e proprio perno. Allora perché non chiamarlo? Perché non concedergli una nuova chance viste le carenze difensive della nostra selezione palesatesi nei match precedenti in particolare sulla fascia sinistra?

Mimmo Criscito e Manuel Pasqual, pur essendo due ottimi terzini, non garantiscono certo prestazioni costanti e Mattia De Sciglio, pur essendo una grande promessa, non sembra ancora avere la personalità giusta per un Mondiale da protagonista. Che Mister Prandelli se ne accorga in questi ultimi mesi che precedono l’avventura brasiliana? Staremo a vedere.

Filippo Migheli

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