Il Rugby in Italia ha un ranking mondiale più alto della Nazionale di Calcio

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Il Rugby in Italia ai vertici mondali tanto da sorpassare il calcio, sport che solitamente è emblema del nostro Bel Paese. Grazie al successo di sabato scorso a Catania contro le isole Figi – che ha interrotto una striscia di nove sconfitte consecutive – l’Italia sale al tredicesimo posto della classifica mondiale del rugby. Gli azzurri del ct Conor O’Shea guadagnano una posizione ai danni delle Tonga, sconfitti due giorni fa dalla Scozia. Al comando ci sono i campioni del mondo della Nuova Zelanda, reduci dal successo di Parigi per 38-18 sulla Francia, che precedono Inghilterra e Australia. La top ten – invariata – è completata da Irlanda, Sudafrica, Scozia, Francia, Galles, Figi e Argentina. Proprio i Pumas, battuti sabato a Londra dall’Inghilterra per 21-8, saranno i prossimi avversari dell’Italia sabato prossimo a Firenze.

La Nazionale di Calcio Italiana ricopre nella Classifica mondiale della FIFA o Ranking mondiale FIFA, chiamata ufficialmente per ragioni di sponsorizzazione FIFA/Coca-Cola Men’s World Ranking, il quindicesimo posto. E’ un sistema di classificazione per nazionali di calcio, stilato mensilmente dalla FIFA per rendere possibile paragoni oggettivi tra le forze relative delle squadre nazionali attive in campo internazionale.

La classifica viene compilata attraverso un sistema a punti, calcolati in base ai risultati delle partite internazionali (comprese coppe e amichevoli) riconosciute dalla FIFA. Secondo il sistema attualmente in uso, i punteggi sono calcolati basandosi sui risultati conseguiti dalle squadre negli ultimi 4 anni, dando più peso a quelli più recenti e significativi per rifletterne meglio lo stato agonistico.

Il sistema è stato modificato dopo la fine del campionato del mondo 2006: la nuova versione del sistema di classificazione è entrata in vigore il 12 luglio 2006. La modifica più significativa rispetto al vecchio metodo è stata la riduzione del periodo dei risultati considerati, che è sceso da 8 a 4 anni. Il cambiamento è stato apportato per contrastare le critiche, secondo le quali il ranking non rispecchiava fedelmente l’effettivo valore delle squadre nazionali.

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