TEVEZ E IL DUBBIO MONDIALE

0
45

Nel calcio come in qualsiasi sport il carattere ha spesso un valore fondamentale: a volte incide in maniera positiva, dando la possibilità di superare momenti difficili o di farsi apprezzare per correttezza e sportività, altre volte invece incide in maniera negativa, come quando l’arroganza porta a rovinare uno spogliatoio o l’ingenuità induce a commettere sciocchezze che poi si pagheranno per tutta la carriera.

Lo sa bene Carlos Tevez che, a causa di un vecchio diverbio col CT argentino Alejandro Sabella e soprattutto per alcuni screzi col amatissimo Messi, probabilmente salterà il Mondiale in Brasile.

In passato è successo altre volte che qualche giocatore abbia dovuto rinunciare alla casacca della propria Nazionale per intemperanze o cattivi rapporti maturati al di fuori del campo. Senza andare troppo lontano basti pensare al nostro Paese e ai recentissimi casi riguardanti Cassano e Balotelli, ma anche a campionissimi del passato come Totti.

Spesso dunque non basta fare 18 gol in campionato ed essere il leader di una squadra per meritarsi una convocazione: in certi casi i rapporti umani contano più di tutto il resto con buona pace dell’Apache, che oggi ha dovuto incassare l’ennesimo “NO” dal selezionatore dell’Argentina.

“So perfettamente che di Tevez si parla molto, più di molti altri – chiude Sabella – ma io ho da fare delle valutazioni che riguardano un progetto, che riguardano un collettivo. Non parlo del singolo, né tanto meno di chi non è presente” e “Carlitos” non lo era.

Filippo Migheli

 

Comments

comments