Adam Mosseri, capo del News Feed di Facebook, ha annunciato che Explore Feed, la “doppia bacheca” che separava i post degli amici da quelli delle aziende, è stato abbandonato. L’annuncio è stato dato sul blog ufficiale del social network site, chiudendo i test iniziati l’anno scorso.

Explore Feed era stato presentato lo scorso ottobre come la possibile soluzione che avrebbe risolto i mugugni delle aziende che si sentivano poco “rappresentate” su Facebook: i post e le news feed che venivano prodotti dagli utenti considerati “amici” erano separati, anche visivamente, da quelli prodotti da Pagine sponsorizzate e dalle aziende.

La doppia bacheca, sperimentata in sei Paesi – fra i quali Brasile e Croazia – non ha però riscosso molto gradimento fra gli utenti. L’opinione generale è di un’eccessiva dispersività che non permetteva una navigazione veloce ed intuitiva: erano così persi molti post di amici e conoscenti, a favore di una pubblicità non asfissiante ma troppo prevaricante rispetto agli interessi degli utenti.

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Questi interessi vanno, secondo le risposte fornite nei test a Facebook, verso un maggior sviluppo delle reti sociali con familiari ed amici. Gli utenti preferiscono avere in un’unica schermata ciò che viene prodotto sia dalle Pagine sponsorizzate che seguono, sia quello che viene prodotto da altri utenti “normali”.

Come sottolinea lo stesso Mosseri, alcuni cambiamenti che Facebook ha introdotto nel corso degli anni sono rimasti e sempre più apprezzati dagli utenti: pensiamo alle reactions, le dirette streaming e le GIF. Non è questo il caso di Explore Feed, i cui test hanno sottolineato da parte degli utenti la difficoltà ad accedere ad informazioni per loro importanti, senza che le loro relazioni con gli amici ne guadagnassero in profondità o valore.

Questi sono due concetti che Facebook e Zuckerberg hanno sempre di più sottolineato negli ultimi anni. In un social media site che si configura come “il più grande motore di ricerca basato sulle persone” al mondo e con 1,86 milioni di utenti attivi (fonte: MarketingStrategyX.com), l’opinione dei suoi fruitori non è importante tanto – o solo – come indice di gradimento, ma anche per tarare sempre di più le novità verso una migliore profilazione degli utenti.

Foto tratta da “www.idownload.com”

Dati e correlazioni algoritmiche a questi collegati fanno sì che il singolo utente, a seconda delle sue azioni sul social media, sia “sezionato” e “ricostruito” per capire come intercettare i suoi gusti e i suoi bisogni. Postare una foto o lasciare un like ad una certa Pagina sono azioni che sembrano innocue, ma che nell’ottica di Facebook e delle aziende che da questa ricevono i dati, sono vitali affinché gli utenti passino sempre più tempo all’interno del singolo social media.

Facebook è ormai un hub dove le esperienze e le conoscenze prodotte e condivise dagli utenti hanno assunto un ruolo cruciale. Leggere delle polemiche sulle fake news o della censura “allegra” che gli algoritmi di Facebook operano (sono censurati i capezzoli di una statua del Paleolitico ma non le pagine che inneggiano all’odio razziale) dovrebbe far capire che il social media site di Zuckerberg non è più soltanto un contenitore vuoto da riempire a piacimento, ma anche un mezzo attivo usato per scopi illeciti.

Explore Feed mirava a questo: sfruttare lo strumento più potente che le persone hanno, il passaparola, per far sì che le aziende e le celebrità potessero raggiungere con i loro contenuti una platea sempre più vasta (senza esser bacchettati da organi come l’Antitrust). La volontà di Facebook di potenziare le relazioni personali sembra alla base dello stop, ma in un periodo in cui le persone sono subissate dall’abbondanza informativa, prodotta anche da Pagine che Facebook ospita tranquillamente, la decisione sembra più che saggia.