LUSH PRIZE 2013 IN FINALE DUE RICERCATRICI ITALIANE

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Il LUSH PRIZE mette in premio 320.000€ per porre fine ai test sugli animali. Un premio che vuole affermare l’impegno di Lush, noto marchio di cosmetici freschi fatti a mano, nella lotta dura ai test sugli animali, promuovendo e finanziando la creazione di questi non coinvolgendo gli animali. Il premio ha un triplice obiettivo:

1. Accelerare la sostituzione dei test sugli animali premiando e finanziando progetti e invenzioni in tutto il mondo.

2. Accrescere la consapevolezza delle persone sui test e creare un movimento per il cambiamento grazie alla frequenza annuale del premio.

3. Fare pressione sulla comunità scientifica affinché vengano sostituite le procedure dei test di tossicità.

Oggi, per proteggere gli animali, non basta più battersi per creare delle leggi contro i test: è arrivato il momento di stimolare la comunità scientifica a cambiare il proprio modo di lavorare e ad inventare nuovi metodi più scientifici e affidabili che sostituiscano i test sugli animali: crudeli, disumani e quanto mai approssimativi. Un lavoro che finora ha proceduto troppo lentamente. Ecco perché Lush ha deciso di intensificare la battaglia mettendoci delle ingenti risorse economiche non da poco: 320.000 euro all’anno per premiare chi dà un contributo concreto su questa strada, nel campo della ricerca scientifica e della comunicazione.

Dodici i premiati provenienti dall’Europa, dagli Stati Uniti e dalla Nuova Zelanda per i loro notevoli contributi nel campo della ricerca scientifica, della sensibilizzazione dell’opinione pubblica e della lobby “cruelty free”. Tra di loro, ricercatori di università da Cardiff a Innsbruck e campaigner dagli Stati Uniti alla Svezia. Due le italiane presenti:

Nella categoria “Giovani Ricercatori”, Simona Martinotti, per la ricerca nella cura delle ferite con rimedi a base di prodotti naturali e medicina naturale.

Nella categoria “Formazione”, Anna Maria Bassi, LARF per lo sviluppo e il lancio di corsi di formazione nella ricerca su culture di cellule animal free in accordo con le leggi.

Giunto solo al suo secondo anno, il premio annuale Lush Prize ha già visto un incremento del 40% delle nominations dei progetti scientifici.

Andrew Tyler, Direttore di Animal Aid, uno dei più importanti gruppi animalisti in UK, e giudice del Lush Prize, ha dichiarato: “Quest’anno i vincitori dimostrano che i metodi alternativi nei test di tossicità sono passati da una fase aspirazionale a una fase di implementazione e applicazione pratica”.

“Purtroppo i test sugli animali nell’industria cosmetica sono ancora diffusi – ha affermato Mark Constantine OBE, cofondatore e A.D. di Lush – Infatti, con la crescita dei mercati emergenti, aumenteranno. Il Lush Prize ammonta ad un quarto di un milione di sterline che hanno la speranza di sostenere il momento in cui si compirà la svolta che porrà fine per sempre ai test cosmetici sugli animali”.

Rob Harrison di Ethical Consumer magazine e Direttore del Lush Prize ha dichiarato: “L’entrata in vigore della Cosmetics Directive europea a Marzo ha reso il 2013 un anno da ricordare per i campaigner contro i test sugli animali. Inaffidabili tecnologie vittoriane di test su specie non umane stanno sempre di più venendo sostituite da test basati su cellule umane come quelle premiate quest’anno”.

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