MECC-IT: aziende meccatroniche a confronto

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«Le opportunità offerte dalla stampa tridimensionale polimerica rappresentano il futuro dell’industria manifatturiera italiana. Le previsioni stimano per il 2017 circa un milione e mezzo di stampanti 3D industriali con un mercato equivalente di 6 miliardi di dollari per la fornitura dell’hardware, dei materiali e dei servizi relativi». Sono alcuni dei dati presentati da Fabrizio Pirri, professore del Politecnico di Torino e direttore del Center for Space Human Robotics dell’Istituto Italiano di Tecnologia, durante “MECC-IT! Prepariamoci all’industria 4.0”, iniziativa che si è tenuta nella serata di ieri, mercoledì 7 ottobre, presso il Polo Meccatronica di Rovereto. L’evento, organizzato da Trentino Sviluppo in collaborazione con Informatica Trentina e con il supporto del Tavolo collaborazione territoriale ICT, ha fornito utili spunti ai partecipanti per conoscere gli scenari e i trend del settore meccatronico e le opportunità offerte dalle possibili sinergie ed integrazioni con il settore ICT.

Portando il suo saluto introduttivo Alessandro Olivi, vicepresidente e assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro della Provincia autonoma di Trento, si è soffermato sulla valenza strategica del progetto. «Tra Polo Meccatronica e Progetto Manifattura a Rovereto sorgono due incubatori che superano 100 milioni di investimento. Qualcuno si chiede se ne valga la pena, in tempi di crisi. Noi rispondiamo di sì perché vorremmo provare a cambiare il modello tradizionale, sgravando le imprese dall’onere di dover spendere nei muri, negli investimenti più tradizionali, portandole invece ad investire in fattori immateriali quali la ricerca, il capitale umano, l’innovazione».

«Abbiamo appena concluso un lavoro di equipe che ha coinvolto Provincia, Trentino Sviluppo, Università ed FBK per definire contenuti e tempi di realizzazione dei laboratori di facility che dovranno essere al servizio non solo delle imprese ma anche della scuola e dell’alta formazione. Perché non possiamo accettare che esista un gap del 10-15% di posti di lavoro in questo settore che le imprese non riescono a saturare per l’assenza di profili adeguati. La nostra parte la stiamo facendo, ora devono crederci le imprese. E non solo locali, perché non ci possiamo fermare al Trentino nel costruire una delle piattaforme industriali, tecnologiche e scientifiche dalle quali uscirà il futuro della nostra manifattura».

Gli interventi dei relatori, da Fabrizio Pirri, professore del Politecnico di Torino e dell’Istituto Italiano di Tecnologia, proseguendo per Marco Vecchio, segretario ANIE Automazioni, per finire con Sabina Cristini, presidente Sezione Meccatronica ANIE e manager di Siemens, hanno confermato da un lato l’assoluto rilievo della filiera meccatronica italiana che con 100 mila imprese, 1,3 milioni di addetti ed un contributo pari a ¾ del surplus manifatturiero con l’estero della nostra bilancia commerciale (dati 2014), conferma l’Italia come seconda nazione manifatturiera in Europa dopo la Germania.

Fabrizio Pirri, con una relazione su “Printing technologies: un volano per il manifatturiero italiano e lo Smart Manufacturing”, ha evidenziato come queste tecnologie, anche per lo sviluppo di metodologie di stampa multi-materiale, possano promuovere un aumento di produttività come testimoniato dalla previsioni di mercato che “vedono per il 2017 circa un milione e mezzo di stampanti 3D industriali con un mercato equivalente di 6 miliardi di dollari per la fornitura dell’hardware, dei materiali e dei servizi relativi”. Quali concrete applicazioni? “Al momento si va da arti robotici ottenuti per stampaggio in 3D di polimeri al mondo biomedicale, al controllo di robot a distanza, all’interconnessione uomo-macchina non invasiva, ma con possibilità di scalare verso un mercato molto più ampio mano a mano che tali tecnologie diverranno più facilmente fruibili e di conseguenza sempre meno costose”.

Marco Vecchio, segretario ANIE Automazioni, ha confermato come “il settore dell’automazione industriale sia un settore che va bene, con un 5% annuo di crescita si è tornati ai livelli pre-crisi. Il settore è molto dinamico ed il Nord Est in modo particolare con una crescita del 6% annuo”. Una recente indagine svolta da ANIE tra le aziende meccaniche di alcuni ambiti territoriali, fa emergere l’interesse all’innovazione e testimonia un potenziale di sviluppo verso l’Industria 4.0, confermando però che per accompagnare questa trasformazione ci sarà bisogno di nuove professionalità.

Sabina Cristini, presidente della Sezione Meccatronica di ANIE e manager di Siemens, ha portato la testimonianza di come stia cambiando il mondo dell’elettronica e dell’automazione in ambito industriale, confermando come l’Italia abbia una posizione di rilievo in Europa come secondo paese per produzione di macchine industriali. La transizione in corso verso la “digital enterprise”, dove le componenti hardware interagiscono con quelle software, ha visto significative riduzioni del time to market; “ad esempio in campo automobilistico per la realizzazione di un nuovo modello si è passati dai 4-5 anni di qualche anno fa mentre oggi si parla di mesi, massimo un anno”.

Dopo le relazioni di apertura che hanno inquadrato lo stato dell’arte, gli scenari futuri e le sfide che attendono il sistema manifatturiero italiano per concretizzare la prospettiva di Industria 4.0, la parola è quindi stata data ai referenti di importanti imprese presenti in Trentino, sia meccatroniche sia ICT, tese a conoscere e accompagnare il cambiamento fornendo strategie, servizi e soluzioni.

La tavola rotonda, moderata da Alessandro Papayannidis, è stata animata da: Giuseppe Angelini, Innovation Manager di Informatica e Servizi di Trento; Mirco Cainelli Managing Director Capi Group, Mirko Gremes, Presidente Algorab, Alfredo Maglione, Presidente OPTOI, Angelo Messina, Direttore Ricerca e Sviluppo di EnginSoft e infine Giulio Ornella, Off Highway Advanced Engineering Manager Dana Italia.

Il confronto ha confermato come l’evoluzione in corso della meccanica verso la meccatronica significhi anche un cambiamento di paradigma, un approccio verso il cliente che lo trasforma in partner compartecipe delle innovazioni in termini di nuovi prodotti e di nuove soluzioni, tenendo presente la forte spinta al “time to market” per capitalizzare gli investimenti in innovazione, ormai elemento sempre più condizionante. L’interazione sviluppata tra gli imprenditori, gli stimoli, i dati e le testimonianze aziendali fanno emergere una tendenza ad una sempre maggiore integrazione tra l’ICT e le componenti meccaniche, facendo ben sperare che il quadro di relazioni tra questi due settori possa svilupparsi ulteriormente concretizzandosi in ipotesi di collaborazioni e di iniziative di business congiunte.

Al termine della serata si è aperto uno spazio di incontro per permettere la continuazione del confronto tra gli oltre 30 imprenditori intervenuti che hanno avuto così occasione per conoscersi personalmente ed abbozzare già possibili prossime collaborazioni. I feedback sulle opportunità di incontro tra domanda e offerta sono stati opportunamente stimolati e recepiti dal team misto degli organizzatori di Trentino Sviluppo e Informatica Trentina e costituiranno la base per organizzare a breve un ulteriore evento più focalizzato sul b2b.

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