SKY: LA RESA DEI CONTI A SIAE

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SIAE impazza: da qualche mese a questa parte la Società Autori ed Editori Italiana ha deciso di stringere le corde della borsa, affrontando su larga scala e in diversi settori un’operazione di controllo e di riscossione dei Tributi mancati, complice tecnicamente prevedibile, la grande diffusione di internet, insieme all’avvento del digitale terrestre, che hanno contribuito a indebolire dal punto di vista economico, la possibilità di “fare cassa” da parte della Società.

SIAE è una società primariamente esistente per la protezione del diritto d’autore, che avviene attraverso la registrazione delle opere, quindi permettendo ai compositori e agli scrittori di avere la paternità su quanto prodotto, diritto legittimo e doveroso.

Per fare questo SIAE richiede un pagamento di servizio, che però offre all’autore la possibilità di percepire un compenso ogni qual volta l’opera viene usata a vantaggio del pubblico, con introito diretto, ad esempio feste, radio, televisioni, mass media, pubblici esercizi.

Ma come funziona realmente SIAE? Se di fronte al piccolo esercente è rigida, di fronte ai colossi la logica era assurdamente diversa, mettendo in fin dei conti in atto un meccanismo per cui chi meno guadagna dalle opere, più paga e chi più ricava dagli artisti, meno paga. Ora le cose sono cambiate: per la SIAE quella su SKY è una vittoria storica, nella causa sull’equo compenso per gli autori cinematografici, trasmessi sui canali digitali, satellitari e sul web.

“Si conferma quindi che la vittoria di SIAE è di grande rilevanza sia perché costringerà Sky a pagare, anche per l’omesso equo compenso agli Autori nel periodo dal luglio 2010 al dicembre 2012, sia soprattutto perché viene riconosciuto, in maniera chiara e inequivocabile, il meccanismo di arbitraggio che è la strada giusta e corretta da seguire. Strada che SIAE – cita la nota emessa dalla Società – ha già percorso ottenendo anche su tale fronte un rilevante successo nei confronti di Confindustria SIT (Servizi Innovativi e Tecnologici). Proprio il contenuto di tale ultimo lodo dovrà essere rispettato da tutte le emittenti”.

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