Voyager, le sonde spaziali che da 40 anni navigano nello spazio

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Voyager 1 e Voyager 2 sono le sonde spaziali inviate nello spazio rispettivamente nell’agosto e nel settembre del 1977. Nonostante fossero state progettate per durare solamente pochi anni, incredibilmente dopo quaranta anni sono ancora attive e continuano a esplorare l’universo.

Costruite all’interno del Jet Propulsion Laboratory della N.A.S.A,  le due sonde contengono al loro interno un disco d’oro dove sono registrati suoni e immagini della terra, contengono anche un messaggio dell’umanità nel caso remoto dovessero entrare in contatto con civiltà extraterrestri.

Durante i loro primi quarant’anni di attività Voyager 1 e Voyager 2 hanno abbattuto parecchi record, analizzando Giove e le sue lune nel 1979, Saturno nel 1981, Urano nel 1986 arrivando nel 2013 ad essere i primi strumenti creati dall’uomo a varcare le “Colonne d’Ercole del nostro sistema solare e a viaggiare nello spazio interstellare.

Dopo essere entrate nello spazio interstellare le sonde hanno continuato ad analizzare e inviare dati sulla terra, fornendo le prime sensazionali informazioni sulle polveri interstellari, incrementando così le conoscenze umane sullo spazio al di fuori del nostro sistema solare.

Uno dei meriti della longevità delle sonde Voyager va ricercato nel sistema di comunicazione che utilizzano: il Deep Space Network. Questa tecnologia all’avanguardia negli anni ’70 non ha mai smesso di funzionare, nemmeno quando le sonde hanno terminato il loro carburante continuando ad inviare preziosi dati alla terra.

Grazie al successo di questo programma la N.A.S.A ha deciso di utilizzare il Deep Space Network per tutte le missioni successive, certificando così il valore della strumentazione con le quali sono state equipaggiate le due sonde. Dimostrando inoltre quanto i programmi spaziali americani fossero all’avanguardia già nel 1977.

La N.A.S.A si appresta a festeggiare i risultati incredibili ottenuti dal “Programma Voyager” il prossimo 5 settembre, con una speciale cerimonia presso il National Space and Air Museum di Washington. Questa cerimonia è un segno tangibile della riconoscenza dell’agenzia spaziale americana verso queste sonde, Voyager 1 e Voyager 2 hanno infatti dato un contributo fondamentale all’umanità, aiutando a ridefinire le nostre conoscenze del sistema solare in cui viviamo.

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