Lega Nord Trentino al ministro Minniti: “Trento sempre più degradata, sporca e insicura”

"Personaggi violenti sono ormai sempre più frequenti nella zona e più volte esercenti e cittadini hanno espresso la loro rabbia e paura all’amministrazione comunale, che, ad oggi, poco pare aver fatto in termini di sicurezza urbana"

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TRENTO. Come riportato ormai quotidianamente dalle cronache locali, nel comune di Trento si è assistito negli ultimi tempi ad un evidente peggioramento delle condizioni di sicurezza e decoro della città, con un conseguente impatto negativo sia sulla qualità di vita dei cittadini sia sull’indotto economico derivante dalla vocazione turistica del capoluogo. A tornare sul tema sono ora gli onorevoli della Lega Nord Trentino Giulia Zanotelli, Diego Binelli, Vanessa Cattoi, Maurizio Fugatti e Stefania Segnana.

Secondo quanto affermano gli stessi in una interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’interno Marco Minniti, ” a Trento è purtroppo frequente l’abitudine da parte di “writers” e altri soggetti di imbrattare muri con scritte deturpanti e graffiti vari, in luoghi non destinati alla libera espressione artistica, come le facciate di edifici pubblici e storici, presenti in gran numero in città”.

E “nonostante l’encomiabile azione”, come ci hanno tenuto a sottolineare gli stessi onorevoli, “in diversi quartieri e sobborghi, da parte di gruppi ed associazioni per ripristinare il decoro degli ambienti deturpati o sporcati, pare che in città negli ultimi tempi siano addirittura aumentate le condizioni di degrado e sporcizia, dovute anche agli imbrattamenti e scritte oscene perfino su edifici tutelati e sottoposti a vincoli di cui all’articolo 21 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n.42 Codice dei beni culturali e del paesaggio”.

In questi casi, inoltre, per poter intervenire con la pulizia di tali edifici, l’autorizzazione ad intervenire, richiesta alla Provincia autonoma di Trento, Soprintendenza per i beni culturali, può richiedere tempi lunghi, “ritardando – come ricordando gli onorevoli –  l’intervento e mantenendo l’edificio imbrattato con scritte e ‘graffiti’ per molti mesi, fino ad alcuni anni (come avvenuto ad esempio dal monumento a Degasperi, fino al quartiere delle Albere)”.

Come riportato anche da diversi quotidiani e dall’agenzia di stampa Ansa, a pochi giorni dall’ultima pulizia effettuata, “sarebbero nuovamente comparse scritte sulla chiesa di San Pietro, edificio quattrocentesco e ricostruzione di un altro edificio ecclesiale risalente al XII secolo”.

Addirittura, si legge ancora, “a testimonianza del grado di insicurezza e criminalità presenti nella città di Trento, all’ingresso di un altro edificio di culto, la Chiesa di S. Maria Maggiore, sarebbe apparso un cartello in cui si avvisano fedeli e turisti della sua chiusura ogni giorno, a partire dalle ore 12, a causa continue intrusioni nella stessa a scopo di furto e danneggiamento”.

Nonostante il continuo, costante e importante sforzo da parte delle forze dell’ordine teso a garantire, con le sempre più carenti risorse di organico e strumentali a disposizione, l’ordine e il presidio del territorio, tuttavia furti, scippi, spaccio di droga e presenza di personaggi violenti sono ormai sempre più frequenti nella zona e più volte esercenti e cittadini hanno espresso la loro rabbia e paura all’amministrazione comunale, che, ad oggi, poco pare aver fatto in termini di sicurezza urbana”.

Tale situazione, per gli onorevoli, “appare ancora più grave se si considera la vocazione turistica della città di Trento e, dunque, le pesanti conseguenze per la città e i suoi cittadini sia in termini di prestigio che di indotto economico“.

“Già l’anno scorso, – ricordano –  e precisamente con il decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14 recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città“, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 93 del 21 aprile 2017, insieme alla legge di conversione 18 aprile 2017, n. 48, sono state previste una serie di misure e interventi per la promozione della sicurezza integrata nei territori di riferimento, nonchè in materia di sicurezza urbana e rispetto del decoro urbano, anche valorizzando forme di collaborazione tra le amministrazioni competenti”.

“Per di più, tra misure adottate era stata disposta anche la modifica dell’articolo 639 del Codice penale sul deturpamento e imbrattamento di cose altrui“.

“Quali interventi – chiedono in conclusione – siano stati attivati dal Ministro in indirizzo, anche tramite la Prefettura ed in collaborazione con gli enti locali, nella Provincia Autonoma di Trento, successivamente in particolare alla conversione del decreto legge sopra richiamato 14/2017 e quali siano i risultati ad oggi conseguiti, se non ritenga opportuno, anche alla luce dell’attuale condizione in cui versa attualmente la città di Trento, come riportato diffusamente dalla stampa e di cui in premessa sono stati citati solo alcuni esempi, promuovere interventi mirati volti ad assicurare tempestivamente il rispetto della legalità e di prevenzione della criminalità, in particolare di tipo predatorio, anche con la messa a disposizione di ulteriore personale delle forze dell’ordine, ed infine per il tempestivo ripristino delle condizioni di decoro del centro storico e della città”.