Ettore Gotti Tedeschi a Trento: l’economia senza valori è senza valore

0
857

Un tuffo nelle questioni meno note della Crisi economica: un esito controverso quello della serata di presentazione sul tema “La crisi dell’economia” quella vera e quella falsa, Relatore Ettore Gotti Tedeschi, già presidente dello IOR, economista e banchiere, di professione, tornato a Trento per un incontro presso l’Auditorium San Giuseppe organizzato da Civica Trentina alla presenza di Claudio Civettini e Lorenzo Borga. La crisi economica sarebbe prima di tutto una crisi umana, etica, morale.

“Quando noi cerchiamo le notizie al mattino e guardiamo il giornale un mutamento di un decimale del PIL sembra che cambi la vita, contemporaneamente il problema dell’andamento della borsa sembra che sia essenziale per tutti noi e il problema dell’ambiente assume a seconda temi drammatici o meno. In realtà l’impressione è che la narrazione non corrisponda a quello che percepiamo nella nostra città e nel nostro paese: è un problema nostro o di come sono descritte le cose?” E’ questa la domanda di partenza da cui ha preso spunto la serata coordinata da Geremia Gios.

“L’informazione è potere – ha detto Tedeschi – dividerei tra i fatti falsi e le idee false, da una parte, poi le crisi vere attuali e le crisi sul tavolo, quelle future”. “I fatti che sono falsi sono principalmente quattro – ha detto – l’origine della crisi economica attuale, il rapporto tra natalità e benessere, i problemi ambientali, l’uomo è il cancro della natura”. Queste, secondo Tedeschi, sono le idee che circolano e che non corrispondono alla realtà: secondo il comune sentire la causa della crisi sarebbe l’avidità dei banchieri, in realtà è stata l’imbecillità dei politici. La pianificazione di un’economia nuova è descritta nel Rapporto Kissinger 1972/74 del Nuovo ordine economico mondiale. Ad essa si aggiunge negli anni ’70 la fine del Concilio Vaticano II, ovvero la relativizzazione delle fedi in vista della globalizzazione.

Da Adamo ed Eva a Caino e Abele la società cattolica cristiana è notevolmente cambiata. Fa un po’ pensare che la comunità cattolica cristiana debba partire da un paradosso per spiegare la demografia: “con l’omicidio di Abele la demografia crolla”; tornando a noi, ha detto Tedeschi “la politica di oggi ha fatto sì che sul PIL si siano aumentate le tasse e si siano incentivati i consumi, per non rallentare la crescita” i risparmi si sono azzerati, i costi no.

La famosa crescita zero quindi impoverisce quando il consumo non è più competitivo: “Due figli a coppia – nella considerazione che viene fatta – corrisponde al tasso di sostituzione”. Le migrazioni attuali dunque non sono motivate solo dalla crisi economica: bensì da una parte per dare misura al cattolicesimo, dall’altra per modificare la struttura della società economica, come già detto nell’Ottavo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo curato dall’Osservatorio internazionale card. van Thuân. A ciò si somma la burocrazia di Stato.

Preparati ad hoc per un mondo senza nazioni? Niente affatto: nel rapporto – ha spiegato invece Tedeschi – tra est e ovest del mondo la politica post Guerra Fredda è cambiata, attualmente l’intenzione degli USA, da Obama in poi, è di raggiungere l’autonomia energetica, dividendo il mercato e le superpotenze storiche, tanto che potremmo dire che la società futura non viene più letta politicamente, bensì potremmo parlare di un “Movimento 5 Razze” che sta prendendo piede nell’immaginario collettivo, con l’aggiunta di una relativizzazione della morale e dei valori.

Insieme a questo la questione della finanza islamica, presente in occidente con un peso forte, tanto da poter parlare come ha detto Tedeschi di “elementi inquinanti” la reale dinamica del nostro peso economico.

Martina Cecco