Gerosa si presenta agli elettori di FdI: “Solo una squadra affiatata può ottenere buoni risultati”

Una candidatura nata dal carisma di de Bertoldi, ma anche dalla volontà di dar vita a un partito che unisca il concetto di unità nazionale con quello di autonomia positiva. Sono questi fattori, assieme a tanti altri, ad aver convinto Francesca Gerosa a scendere in campo per le elezioni provinciali con Fratelli d’Italia. Quella dell’immobiliarista è una candidatura di peso, una candidatura che nessuno si sarebbe aspettato e che va contro le logiche di tutti coloro che hanno in questi mesi sottovalutato le potenzialità di Fratelli d’Italia a livello locale. Il partito erede della tradizione di Alleanza Nazionale e del Movimento Sociale Italiano ha saputo togliersi quella patina di “partito famiglia”, che non stava più dando ricambio generazionale, sapendo tirare fuori le “unghie” e lanciando sul grande palcoscenico provinciale il nome della Gerosa che di certo non lascerà nulla di intento pur di riportare i Patrioti in Consiglio provinciale. Francesca Gerosa rappresenterà con tutta probabilità il primo passo per modernizzare a livello locale il Partito di Giorgia Meloni: il percorso certamente non sarà facile, ma potrebbe essere reso possibile se vi sarà l’effettiva volontà da parte dei protagonisti in campo di cambiare.

Come mai ha deciso di candidarsi in Fratelli d’Italia?

Fratelli d’Italia è un partito con un’identità, dei valori e un programma che rispecchiano il mio essere, e in questi ultimi anni, in cui sono stata ferma a guardare le evoluzioni e le implosioni del mondo politico nazionale e locale, è stato l’unico partito che ha saputo avvicinarsi alle mie idee e al mio mondo. Il Senatore Andrea de Bertoldi, per il quale da tanti anni nutro una grande amicizia e soprattutto una profonda stima, mi ha voluto coinvolgere in questo nuovo corso del partito sul nostro territorio, e con grande entusiasmo e tanta convinzione ho deciso di aderirvi e di aiutarlo, anche sviluppando lo spirito territoriale che è importante anche per i grandi partiti nazionali.

Non dimentichiamoci poi che Fratelli d’Italia è l’unico partito del Trentino ad avere una Presidente donna, Giorgia Meloni, capace, di carattere, coerente con se stessa e con il suo elettorato: questo è significativo del valore che so essere dato al suo interno alle donne che hanno voglia di mettersi in gioco attivamente.

In molti in Fratelli d’Italia vedono la sua come una candidatura di punta. Probabilmente sarà Lei a gestire e rilanciare il Partito a Trento, portando avanti le istanze del capoluogo…

Da soli non si costruisce niente, non ho mai amato le persone sole al comando. Solo una squadra affiatata che ha voglia di spendersi può ottenere buoni risultati.

In questo contesto il Senatore de Bertoldi che ruolo sta giocando?

Andrea sta lavorando alacremente per rilanciare il partito con me ed altre persone a noi vicine, non solo a Trento ma in tutto il territorio provinciale. Il Trentino è forte se lo si considera nella sua interezza: distinguere il capoluogo dalle valli in una competizione provinciale è come indebolire un intero territorio, ed uno dei miei compiti sarà quello di evitare che alcuni trentini si sentano più o meno diversi da altri. Un Trentino unito può ottenere più rispetto e risposte rispetto a quelle avute negli ultimi anni dal governo centrale. Il capoluogo dovrà essere la porta principale per amplificare le istanze e le singole specificità di un territorio unito.

Che idea di partito darete in campagna elettorale e dopo il voto di ottobre?

Daremo l’idea di un partito che pur essendo nazionalista crede nelle situazioni locali di eccellenza. Il Trentino rappresenta i fondamenti sociali che caratterizzano FDI, e noi porteremo nel partito la nostra “Autonomia Positiva”. Una Nazione è fatta dai suoi territori, e ogni singolo territorio deve essere ascoltato e considerato. Solo rispondendo alle istanze della gente e dei territori si può avere un quadro di insieme di valore. Un discorso autonomista per FDI è importante, per questo vogliamo fare un lavoro sul territorio fatto di ascolto concreto.

La convivenza con la Lega è ormai una certezza. Come si corre uniti a livello locale?

È semplice. La Lega si sta dimostrando leale nel comprendere che almeno il 25% dei suoi rappresentanti è stata eletta nel maggioritario con i voti di un’alleanza di centrodestra che non tradisce, ed è proprio a livello locale che i cittadini percepiscono questa alleanza. Mantenerla è sinonimo di lealtà verso gli elettori e verso gli alleati. In Trentino continuiamo a portare avanti il percorso vincente cominciato con le politiche di marzo.

Però si è divisi a livello nazionale…

Aggiungo che a livello nazionale FDI, a differenza di altre forze politiche, sta facendo un’opposizione molto costruttiva e propositiva. Lo stesso Senatore de Bertoldi, anche quale Segretario della Commissione Finanze, ha spesso svolto in Senato un ruolo sinergico e dialettico importante nei confronti del Governo nel supremo interesse del Paese.

Ghezzi ha detto che serve un CLN per il Trentino. Ora che alla Lega si è aggiunto FdI, teme che i toni dello scontro possano alzarsi?

Invocare oggi una lotta partigiana contro il nazismo? Mi sembra fuori dal tempo! Riesumare terminologie provenienti da un lontano passato per fare colpo sull’elettorato non credo porti lontano. Queste dichiarazioni lasciano il tempo che trovano, i trentini sono troppo intelligenti per darci peso. Quindi preferisco andare oltre…