Rovereto, salvati 24 animali e trasferiti nel Parco canile

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18 cani, 5 gatti e 1 coniglio: tanti erano gli animali stipati in un appartamento di Rovereto di circa 35 metri quadri.

All’intervento di Arcadia onlus, che gestisce il Parco canile di Rovereto, la proprietaria ha optato per una cessione volontaria, anche per evitare ulteriori stress alle bestiole.

Spiega il presidente di Arcadia Pierluigi Raffo: «Bisogna dare voce a questi eventi. La struttura può ospitare un massimo di 70 cani, dunque l’ingresso di 18 individui può creare seri problemi. Fortunatamente, grazie alle sinergie con l’azienda sanitaria, siamo riusciti a creare una zona di isolamento idonea a permettere il corretto inserimento, con monitoraggio e applicazione del protocollo sanitario. Il supporto costante della stessa azienda ha permesso, in pochi giorni, di renderli tutti adottabili. Invitiamo gli interessati a venire in canile e ad adottarli, sono di taglia piccola e medio piccola».

Spiega ancora Raffo: «Situazioni come queste non dovrebbero sussistere in Trentino, eppure “animalisti” con una visione pietistica rischiano di diventare veri e propri accumulatori seriali. Casi come questo creano un carico eccessivo alla struttura pubblica: gli animali erano tutti da visitare e “sistemare” anche perché “pieni” di endo ed ecto parassiti. Un grosso aumento di lavoro che porta a investire grandi risorse umane per non abbassare il livello di benessere garantito in struttura».

Il problema è anche più ampio: «Questi afflussi non tracciati pregiudicano le adozioni delle strutture presenti sul territorio e portano in provincia animali non verificati a livello sanitario. Non si vuole fare la guerra a queste situazioni, ma cercare di creare una corretta rete di tracciabilità e di collaborazione, al fine di programmare le attività e poter garantire a tutti un’adozione responsabile e non una situazione di vita precaria».

I 18 cani sono: 8 cuccioli di circa due mesi, 5 cuccioloni di circa cinque mesi e 5 adulti, di cui una cagnolina con un solo occhio, una tripode e tre sani. «Non siamo gli unici a segnalare queste situazioni: lo fanno anche Oipa e Le Fusa Onlus. Chiediamo dunque aiuto a tutti i cittadini nel segnalare gli episodi, per poter intervenire tempestivamente e cercare soluzioni bonarie: al contrario, effettuare sequestri porterebbe a far sostare i cani in struttura senza poter offrire loro un’adozione nell’immediato e questo non sarebbe etico, a maggior ragione per i cuccioli che rischierebbero di crescere in canile e perdersi parte importante della socializzazione e della relazione con l’essere umano e il contesto urbano. Rilanciamo il nostro appello a collaborare per il benessere animale e il rispetto della dignità sociale sia degli amici a 4 zampe che dei nostri simili».