Asia Argento: «non ho mai fatto sesso con Bennett». Anzi, sì

Lo scandalo, ma neanche tanto, che ha coinvolto negli ultimi giorni Asia Argento prosegue. Dopo lo scoop pubblicato dal New York Times (in cui si affermava che la leader italiana del #metoo fosse coinvolta in un affare che, a parti invertite, somiglia alle sue denunce contro l’ex produttore cinematografico Harvey Weinstein), nelle ultime ventiquattro ore ha assunto contorni sempre più grotteschi.

Come riportato da Lettera 43, la maitresse à penser del femminismo italiano avrebbe negato la vicenda che la vede coinvolta. E che anzi: la somma che gli avrebbe versato sarebbe stata giustificata dal fatto che Bennett versava in difficoltà economiche. Spinta dunque dall’allora suo compagno, Anthony Bourdain, affinché Bennet la smettesse di infastidire la coppia. Definendolo un «povero scemo».

Ma le bugie, è noto, hanno le gambe corte. Perché contestualmente alle dichiarazioni di Asia Argento, che è arrivata (nonostante tutte le prove e i documenti del quotidiano statunitense, che provavano l’esistenza di questo accordo legale) a definire le notizie uscite in questi giorni “palesi falsità e fake news”, sono spuntati invece alcuni sms sul sito Tmz che proverebbero invece il contrario.

«Il pubblico non sa niente, solo quello che ha scritto il New York Times. Quel ragazzino arrapato mi è saltato addosso».

Messaggi compromettenti, e foto che lasciano certo poco all’interpretazione. Ci sono stati abusi e violenze? Sì, no, ni.

Oltreoceano non si parla di un’indagine a suo carico; e anzi, il ragazzo, durante l’amplesso, le avrebbe confessato che lei era il suo sogno erotico da cinque anni. Ma, tralasciando le preferenze estetiche, rimane il problema, a questo punto, dell’età.

«Ho fatto sesso con lui. Non sapevo fosse minorenne»

Lo avrebbe confessato in un sms ad un suo amico Asia Argento, che ora rischia gravi conseguenze sul piano penale.

Negli Stati Uniti, infatti, la legislazione in merito a reati di matrice sessuale è piuttosto severa. E rimanendo sul suolo americano, l’avvocato di Weinstein, dopo aver saputo della vicenda, ha rilasciato una dichiarazione accusandola di una «incredibile ipocrisia»: di fronte alle telecamere, si mostrava come la povera vittima di un orco, e nel frattempo, al riparo da occhi indiscreti, trattava per evitare di essere trascinata in tribunale per abusi su minori.

Così la parabola ascendente della Argento sembra destinata a concludersi: travolta da un’insolita ipocrisia sotto l’azzurro cielo d’agosto. Ma chiunque può scommettere che la vicenda non finirà qui, come che il supporto incondizionato all’attrice – non molto popolare nel nostro Paese – probabilmente non mancherà. Perché combattere le violenze sessuali sì, ma un po’ di ipocrisia, sembra, fa sempre comodo.

Dove sono, ad esempio, le condanne degli stessi movimenti femministi nei confronti di Asia Argento o quanto meno delle serie e decise prese di posizione che rasentino l’onestà intellettuale? Sembra, a far finta di non vedere.

Alessandro Soldà

Alessandro Soldà
Informazioni su Alessandro Soldà 24 Articoli
È nato a Valdagno (Vicenza) nel 1996; dopo la maturità classica al liceo Pigafetta di Vicenza, studia ora Filosofia all’Università degli studi di Trento. Si occupa di filosofia, politica e società.