In Cina si controlla l’attenzione dei bambini e si reprime la popolazione: nessuno si inginocchia?

Le ultime notizie che arrivano dalla Cina, stretta tra la ripresa dopo l’emergenza Coronavirus e le proteste di piazza che imperversano ormai da mesi a Hong Kong, non possono che suscitare un’attenzione particolare, anche alla luce di quanto sta vivendo l’Occidente con le proteste sedicenti antirazziste del movimento Black Lives Matter.

L’ultima notizia dal colosso cinese è infatti lo sviluppo di un metodo per evitare che i bambini si distraggano: una fascia intorno alla testa, dotata di sensori che leggono le onde cerebrali rivelando all’insegnante in tempo reale il livello di attenzione. L’avveniristica tecnologia, secondo quanto riporta La Repubblica, sarebbe stata lanciata in una scuola elementare di Hangzhou, nello Zhejiang. Vi sono inoltre foto che starebbero facendo il giro del web, con bambini ritratti in uniforme nell’istituto di eccellenza, seduti con ordine sui banchi, con questa fascia nera intorno alla testa.

L’azienda produttrice si chiama BrainCo e ha sede a Boston, sostenuta scientificamente dall’Università di Harvard. Quindi un acquisto “Made in USA”? Assolutamente no, dal momento che i due fondatori dell’azienda sono Bicheng Han e Sunny Guo, due dottori di ricerca cinesi che proprio nella madrepatria hanno trovato il primo mercato e i primi finanziamenti. L’azienda ha sperimentato a inizio questo dispositivo su circa 10.000 ragazzini cinesi tra i 10 e i 17 anni, sostenendo che nelle tre settimane di prova ci sarebbero stati dei miglioramenti nei risultati degli alunni. Tuttavia, sembra che non siano mai stati pubblicati questi dati su una qualsiasi rivista scientifica.

Iniziative di controllo degli studenti non sono nuove in Cina: a Jinhua, secondo The Paper, un’altra scuola avrebbe sperimentato una fascia cerebrale, mentre sempre ad Hangzhou è stato installato in una scuola media un “sistema intelligente di gestione del comportamento in classe”, basato sostanzialmente su un circuito di telecamere in grado di leggere l’espressione degli studenti e valutare il loro grado di attenzione, secondo il South China Morning Post.

In un’epoca in cui le lotte per i diritti civili e le libertà individuali sono all’ordine del giorno, barcamenandosi tra legittime richieste di maggior attenzione e fervore iconoclasta, la libertà di un bambino di fantasticare anche durante le ore di lezione o il diritto di manifestare in favore della democrazia sembra non interessare molti.

Riccardo Ficara Pigini