Avete presente quella voce semmai che accompagna un reel sui social? Quella che sembra uscita da uno spot patinato, con promesse di mare turchese e sorrisi perfetti? «Nothing beats a Jet2 holiday». La ascoltate e vi sembra di essere già in partenza… salvo poi scoprire che nel video il volo è stato cancellato, la valigia dispersa e l’unica spiaggia raggiunta è il divano di casa.
È il bello dell’ironia social: prendere un jingle pensato per vendere un sogno e farlo diventare la colonna sonora universale dei viaggi peggiori. E così anche in un Italia senza tormentoni estivi questo jingle spopola come non mai.
La frase, così come viene riportato dal Guardian, nasce come slogan ufficiale della compagnia aerea britannica Jet2, usata dal 2022 in spot televisivi e online. Immagini perfette, musica allegra — Hold My Hand di Jess Glynne — e la voce calma e rassicurante di chi vuole convincerti che non esiste vacanza migliore.
Così il suono dello spot Nothing beats a Jet2 holiday è diventato sempre più virale su TikTok e Instagram iniziando a comparire in contesti completamente diversi. Non più resort di lusso, ma clip di vacanze disastrose: pioggia torrenziale, autobus sbagliati, tuffi maldestri. Il contrasto tra il tono trionfale e la realtà grottesca è la scintilla che lo trasforma in un meme globale.
Dietro quel timbro così limpido c’è Zoë Lister, attrice britannica nota per il ruolo di Zoe Carpenter nella soap Hollyoaks. Dal 2019 presta la voce a Jet2. E quando il tormentone è esploso, ha ironizzato così come riportato in un’intervista su The Sun: «Se vivi su questo pianeta e usi i social nel 2025, probabilmente hai sentito la mia voce».
Molte aziende avrebbero ignorato o tentato di “ripulire” un meme che stravolge il messaggio originale. Jet2, invece, ha scelto di cavalcare l’onda senza porsi alcun problema dato che in fin dei conti l’importante è parlarne.
Il successo del meme non è solo questione di ripetizione virale: è un manuale vivente di umorismo online. Funziona perché unisce più elementi potenti. Prima di tutto il contrasto: uno slogan trionfale sovrapposto a immagini di disastri produce quella che la psicologia definisce comicità da promessa infranta, un’ironia che colpisce proprio perché la realtà smentisce clamorosamente le aspettative. Poi c’è l’empatia: tutti abbiamo vissuto vacanze finite male e questo suono diventa un linguaggio comune per dire “non è andata come speravo, ma almeno ci rido su”.


