Recalcati sorprende il dibattito: «L’educazione sessuale non è una materia scolastica». Il Movimento per la Vita di Trento: “Stop ai progetti ideologici”

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Nel dibattito sull’educazione sessuale a scuola, l’intervento di Massimo Recalcati ha sorpreso molti. Non si tratta infatti di una voce conservatrice, ma di uno degli psicanalisti più noti del panorama culturale italiano, solitamente collocato nell’area progressista. Eppure è proprio lui a definire un limite chiaro: la sessualità non può diventare una materia scolastica come la grammatica o la matematica. Il rischio, afferma, è quello di trasformare l’esperienza sessuale in un fenomeno da spiegare, catalogare e amministrare attraverso categorie rigide, perfino ideologiche. L’errore starebbe proprio nel tentativo di ridurre ciò che appartiene all’intimità e al mistero del soggetto a un insieme di nozioni tecniche.

In questo contesto la posizione del Movimento per la Vita di Trento appare sorprendentemente in sintonia con quella di Recalcati, che non fa parte dell’area cattolica o conservatrice. L’associazione accoglie con favore le sue parole, considerandole un segnale importante: se anche alcuni intellettuali laici e di formazione culturale distante dalle posizioni pro-life esprimono dubbi, allora forse l’educazione sessuale scolastica non è affatto una soluzione neutra o scontata. Recalcati ha respinto anche le critiche arrivate dalla giornalista Concita De Gregorio, ribadendo che la sessualità appartiene all’esperienza più intima della persona e non può essere insegnata come una formula.

Le sue osservazioni non sono isolate. In Italia Paolo Crepet ha più volte messo in discussione l’efficacia dei progetti scolastici legati alla sessualità, mentre all’estero la filosofa britannica Kathleen Stock, femminista, lesbica e sposata con una donna, ha pubblicato un intervento intitolato “The agony of sex education” per denunciare che nessuno sa davvero se questi percorsi funzionino. Secondo Stock, spesso l’obiettivo sembra quello di far ripetere agli studenti una serie di affermazioni considerate corrette dagli adulti, più che offrire ai giovani la possibilità di maturare un pensiero libero e personale.

È in questo quadro che il Movimento per la Vita di Trento ribadisce un punto centrale: l’educazione sessuale, quando è necessaria, deve partire dalla famiglia. Mettere la scuola al posto dei genitori, sostituire la relazione educativa con un modulo preconfezionato, rischia non solo di essere inutile, ma perfino dannoso sul piano culturale. Molti progetti scolastici vengono percepiti come iniziative ideologiche, più interessate a trasmettere un modello che ad accompagnare veramente la crescita dei ragazzi.

Per il Movimento per la Vita, il merito di Recalcati è aver riportato il tema nella sua complessità, liberandolo dagli automatismi politici e dalle contrapposizioni scontate. La sua presa di posizione dimostra che il dibattito sull’educazione sessuale a scuola non può essere ridotto alla caricatura tra progressisti favorevoli e conservatori contrari. Qui si apre una domanda più profonda: è davvero possibile insegnare la sessualità come un contenuto scolastico? O si rischia di tradire la natura stessa dell’esperienza umana, che resta personale, relazionale e irriducibile a un protocollo?

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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