A Trento torna alta l’attenzione sullo stato del torrente Fersina nel tratto urbano. La presenza diffusa di vegetazione incontrollata lungo gli argini e nel letto del corso d’acqua solleva preoccupazioni concrete sul piano della sicurezza.
L’allarme arriva da Matteo Bertoldi, consigliere e membro dell’ufficio di presidenza della circoscrizione San Giuseppe-Santa Chiara, che segnala una manutenzione ritenuta insufficiente e soprattutto tardiva. Secondo quanto evidenziato, in diversi punti l’alveo del torrente appare ormai assimilabile a un vero e proprio bosco, con arbusti e alberi che compromettono il regolare deflusso dell’acqua.
Il problema non è solo estetico. La mancata pulizia degli argini riduce la capacità del torrente di gestire eventuali piene e aumenta il rischio di esondazioni, in particolare nei quartieri densamente abitati come San Giuseppe-Santa Chiara e l’Oltrefersina.
In un contesto climatico segnato da eventi meteorologici sempre più intensi, il tema della prevenzione torna centrale. Episodi recenti, come quelli registrati in altre regioni italiane, dimostrano quanto il mancato intervento tempestivo possa trasformarsi rapidamente in emergenza.
Secondo Bertoldi, la manutenzione avrebbe dovuto essere programmata nei mesi autunnali e invernali, periodo più idoneo per intervenire senza compromettere gli ecosistemi fluviali. Il ritardo, invece, rischia ora di complicare ulteriormente la situazione: intervenire in primavera significa dover fare i conti anche con la tutela della fauna e degli habitat.
La richiesta è chiara: rendere la pulizia dei torrenti una priorità strutturale e costante, non un intervento straordinario legato alle emergenze. La gestione preventiva del territorio, in particolare in aree urbane attraversate da corsi d’acqua, viene indicata come condizione essenziale per ridurre i rischi e garantire la sicurezza dei cittadini.

