Bunker West Star di Affi, 7 milioni per trasformare l’ex base Nato in museo

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Il Bunker West Star di Affi non è più soltanto una grande eredità sotterranea della Guerra Fredda. Con lo stanziamento ufficiale di 7 milioni di euro, l’ex base Nato scavata nel Monte Moscal entra ora nella fase operativa del recupero, con l’obiettivo di diventare un polo museale e culturale aperto al pubblico.

Il finanziamento è stato inserito nella legge di conversione del decreto-legge PNRR, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 20 aprile 2026, ed è previsto a valere sul Fondo sviluppo e coesione tramite delibera CIPESS. La misura nasce da un emendamento di cui è prima firmataria l’onorevole Alessia Ambrosi.

L’annuncio è stato dato nella Stanza Rossa del bunker, alla presenza della stessa Ambrosi, dei parlamentari Ciro Maschio e Marco Padovani, dell’assessore regionale Diego Ruzza, della consigliera regionale Claudia Barbera, del presidente della Provincia di Verona Flavio Pasini e di Paolo Artelio per la Camera di Commercio. Presenti anche numerosi sindaci del territorio. Il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti, atteso alla visita, non ha potuto partecipare per impegni concomitanti. Il ministro per il Turismo Gianmarco Mazzi ha invece inviato una dichiarazione, letta dall’onorevole Maddalena Morgante.

Per Affi si tratta di un passaggio atteso da anni. West Star, conosciuta anche come “Stella d’Occidente”, è stata operativa dal 1966 al 2007 e si estende per oltre 13 mila metri quadrati sotterranei. È considerata il più grande bunker antiatomico accessibile d’Europa: una struttura imponente, nata nel cuore della contrapposizione tra blocchi e rimasta a lungo chiusa al pubblico, nonostante il forte interesse storico e turistico.

“Oggi è un momento storico per la nostra comunità: comunichiamo ufficialmente che è stato deliberato un contributo di 7 milioni di euro per la riqualificazione della base Nato”, ha dichiarato il sindaco di Affi, Marco Sega. “È stato un percorso lungo e complesso, ma abbiamo sempre creduto nel lavoro fatto insieme ai nostri parlamentari e al Governo. In pochi mesi siamo riusciti a ottenere un risultato concreto”.

Il primo cittadino ha ricordato anche le tappe che hanno reso possibile il progetto: l’acquisizione del sito da parte del Comune nel 2018, il riconoscimento del vincolo monumentale nel 2024 e la collaborazione con l’Università di Firenze per costruire un percorso credibile di musealizzazione. “Ora abbiamo una grande responsabilità: utilizzare al meglio queste risorse e riaprire la base Nato nel più breve tempo possibile”, ha aggiunto Sega.

Il progetto prevede tre fasi. La prima riguarderà la bonifica, la messa in sicurezza e l’avvio dei primi percorsi visitabili. La seconda sarà dedicata all’ampliamento dei servizi, dei parcheggi e al recupero di ulteriori spazi. La terza porterà al completamento del museo della Guerra Fredda all’interno del bunker.

Il cronoprogramma finanziario indica una distribuzione delle risorse su più annualità: 700 mila euro nel 2026, pari al 10% dello stanziamento complessivo, 1,75 milioni nel 2027, nel 2028 e nel 2029, e una quota finale da 1,05 milioni. La prospettiva indicata dai promotori è quella di arrivare a una struttura capace di attrarre fino a 100 mila visitatori l’anno, con possibili ricadute su turismo, ristorazione, servizi e commercio.

“Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il finanziamento è diventato legge e oggi possiamo dire che i 7 milioni arriveranno al Comune di Affi”, ha spiegato Alessia Ambrosi. La deputata ha parlato di “un lavoro di squadra partito dal territorio e arrivato fino a Roma”, citando il contributo dell’amministrazione comunale, dell’Università di Firenze, del Parlamento e del Governo.

Nelle intenzioni dei promotori, West Star non dovrà essere soltanto un luogo della memoria, ma anche un’infrastruttura culturale capace di generare sviluppo. La posizione nell’entroterra del Lago di Garda rafforza il potenziale del progetto, collocando Affi in un’area di connessione naturale tra Veneto, Lombardia e Trentino-Alto Adige.

Un ruolo importante, nel percorso di valorizzazione del sito, viene riconosciuto anche al generale Gerardino De Meo, ultimo comandante Nato della West Star, che negli anni ha sostenuto il valore storico e strategico della base.

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