DestraAdige: rifiuti e barbonaggio

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La DestraAdige è adesso diventata nella città una “nuova zona” che ha dato forma a un quartiere dedicato alla latente emarginazione: tra ragazzi non comunitari che sostano sotto i ponti per avere ombra e “ombre” e improvvisati “posti letto” sotto i ponti. Io appartengo a quella generazione di persone nate negli anni ’70 che pensa che non si possa parlare di “benessere” fino a che si trovano persone che dormono sotto i ponti. Sotto i ponti, sia chiaro, di fatto, non per metafora.
Avere la testardaggine di controllare quello che si vede nella propria terra porta a scoprire che anche a Trento – appunto in DestraAdige in questo frangente – ci sono emergenze da affrontare. Colpisce il discorso fatto dai grandi media: dicono che a Rimini 150 persone dormano sotto i ponti (sono i venditori ambulanti). Pensate che se cascassero in acqua verrebbero inghiottiti dalle depurazioni lagurari, bella fine, vero? Assolutamente! Beh .. non stiamo a gongolare troppo, perché Rimini ospita 15 milioni di persone, Trento invece al massimo ne ospita 1 milione, per cui il rapporto 150 sta ai nostri, che sono almeno 10, di cui alcuni sono permanenti, gli altri variano di settimana in settimana, sempre sotto i ponti .. non nei dormitori. La proporzione è identica. Solo che qui ci sarebbe una legge sull’autonomia, per cui queste persone, grazie allo sforzo di tutti noi, non hanno motivo di essere lì.
Qualcosa non funziona: o ne abbiamo presi in carico troppi o non sono stati fatti bene i conti. La migrazione non è mai casuale, ma retta su un sistema perfettibile di domanda e di risposta. Nel mondo amministrativo moderno esistono i crack economici, ma non esistono gli errori concreti, per cui che a Maggio si possa vedere che la destraAdige (collegata ora alla città da diversi ponti di cui un paio ciclopedonali) sta diventando un luogo dove: dormire, buttare immondizie dalle auto, lasciare pacchi, cercare Dio a modo moderno, non è normale.
La DestraAdige oggi, in mezzo ai papaveri, in un solo chilometro: 18 bottiglie di plastica, 13 barattoloni di latta, una ventina di defecazioni, una scatola lanciata dalla statale contenente a sua volta involucri industriali di uova di pasqua, uno scatolone di chitarra, delle lattine in numero variabile, cartacce, infine posti letto e posti bagno. Una vera e propria allucinante situazione di colonia degrado.
Premesso questo resta il concetto in sé: gli amministratori locali (Ugo Rossi, Alessandro Andreatta) facciano outing, diano risposte. La DestraAdige è collegata alla città solo di recente, prima era isolata dalla Tangenziale. Non è normale, nel 2018, che a Trento ci siano persone che dormono sotto i ponti, non per un periodo transitorio, ma come collocazione stabile. E se normale sarà allora il Trentino si dichiari “terra di povertà” dismettendo il vestito di ospitalità, ricchezza e grandeur, che indossa a piacimento, quando bisogna vantare cose che non si hanno “sparandosi le pose” (MC).
In foto: area in questione, presa in distanza per rispetto dei Diritti Umani @DestraAdige

martinacecco
martinacecco
Giornalista pubblicista e facebook blogger. Scrivo per Donnissima il blog in rosa dal 2005. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Laureata in Filosofia Politica presso l'Università degli Studi di Trento. Lavoro dal 2024 come PR e Merchandiser presso Eventi, GDO, Retail e Ristorazione. Collaboro con YouGov per il monitoraggio degli andamenti di mercato come Data Insert. Ho concluso un mastering post laurea, la Scuola di Formazione Politica presso la Fondazione Luigi Einaudi. Sto frequentando il Master in Giornalismo presso la RCS Business Academy, presso il Corriere della Sera.Nel tempo libero scrivo poesie, brevi saggi, innesti filosofici, pratico molto sport. Socio sostenitore di Secolo Trentino e Lodi Liberale, sostengo UNHCR per i rifugiati politici e alcune associazioni che pagano cure mediche per malattie rare e supporti tecnici per i disabili. :-)

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