Coronavirus: il punto odierno dal resto del mondo

Le linee di indirizzo internazionale convergono?

La crisi Coronavirus, avendo assunto una dimensione ormai globale, sta avendo ripercussioni in tutti i Paesi del mondo. A intervenire in modo particolare oggi sono state la BCE per quanto riguarda la crisi economica e l’OMS per gli aspetti sanitari internazionali.

La BCE è pronta a fare qualsiasi cosa necessaria per aiutare l’Eurozona a uscire dalla crisi” afferma la Presidente Christine Lagarde, intervenendo al forum virtuale di Primavera organizzato dal FMI. “Aumenteremo le dimensioni dei nostri programmi di acquisto di titoli e aggiusteremo la loro composizione, nei tempi e nelle misure necessari” ha proseguito la Lagarde, appoggiando le misure finora proposte dal FMI, ovvero prestiti di emergenza e liquidità a breve termine.

Hans Kluge, direttore generale dell’OMS Europa, è invece meno positivo: “Non bisogna commettere errori. Nonostante la primavera, siamo nel bel mezzo della tempesta. Alcuni Paesi devono ancora vivere l’impatto più forte, in altri c’è un momento di calma con il numero di casi da Coronavirus in diminuzione” afferma, certificando la discesa dei numeri anche nel nostro Paese.

Ci sono segnali ottimistici in Spagna, Italia, Germania, francia e Svizzera, ma purtroppo il 50% dei morti da Coronavirus sono europei, essendo morte oltre 84.000 persone“. “Su 300.000 test effettuati in Europa, 1 caso di contagio su 13 riguarda gli operatori della sanità” ha aggiunto Catherine Smallwood dell’OMS Europa, evidenziando l’aspetto più critico della crisi sanitaria.

Nonostante il lieve miglioramento della situazione in Spagna, oggi i morti hanno superato quota 19.000, con 551 vittime nelle ultime 24 ore. Tra questi, lo scrittore Luis Sepulveda, ricoverato già lo scorso 27 febbraio per i sintomi legati al Coronavirus. Inoltre, i nuovi contagi hanno toccato quota 5.183, cifra più alta dopo una settimana di discesa.

In Giappone, invece, il Primo ministro Shinzo Abe ha esteso lo Stato d’emergenza a tutto il Paese fino al 6 maggio. Inizialmente, il Governo nipponico aveva dichiarato lo Stato d’emergenza solo per la regione di Tokyo. Lo stato d’emergenza però non prevede la chiusura delle aziende, anche se molte realtà hanno chiuso volontariamente e altre hanno attivato piattaforme di telelavoro. Il bilancio attuale dei morti in Giappone è pari a 136 vittime, su un totale attuale di 8.582 casi. “Bisogna ridurre i contatti tra le persone almeno del 70-80%” ha dichiarato Abe.

Vladimir Putin, a fronte dei 3.448 nuovi casi e dei 34 decessi nelle ultime ore, ha stanziato un piano economico di contrasto alla crisi da 2000 miliardi di rubli, poco meno di 25 miliardi di euro. Questo è quanto riporta l’agenzia di stampa Tass, riprendendo le parole del Ministro dello Sviluppo economico Maksim Reshetnikov. Cifra che però non basterà a Donald Trump per risolvere la crisi occupazionale, visto che finora sono giunte al Dipartimento americano del Lavoro oltre 5 milioni di domande per sussidi di disoccupazione. Da più di una settimana, circa 12 milioni di americani ricevono il sussidio di disoccupazione.

Nel mentre gli Stati Uniti hanno assunto la presidenza del G7, che si terrà in videoconferenza per discutere di un’azione coordinata contro il Coronavirus. Stamattina era emersa la notizia di un’indagine da parte dell’intelligence americana sulla possibilità di un incidente nel laboratorio di Wuhan. Diversi media hanno riportato la notizia, sostenendo inoltre che fossero state evidenziate dagli ambasciatori americani a Pechino delle procedure di sicurezza carenti per quanto concerne il laboratorio di virologia.

Riccardo Ficara Pigini