“Siete razzisti”: il capo dell’Oms replica così alle accuse sulla gestione del Coronavirus

Ha usato la carta del razzismo il capo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per cercare di bloccare le proteste di Taiwan in merito alla gestione del Covid-19. Un cliché che in questo caso ha ben poca presa anche perché cercando nel suo passato emergono sempre più ombre. 

Il New York Times, giornale di sicuro noto per non essere vicino a sovranisti e populisti, ha indagato sul suo mandato come ministro della salute in Etiopia, ma anche il Times che in un articolo intitolato “Candidato alla guida dell’OMS accusato di aver coperto le epidemie” ha affermato: “Un candidato di spicco a capo dell’Organizzazione mondiale della sanità è stato accusato questa settimana di aver nascosto tre epidemie di colera nel suo paese d’origine, l’Etiopia, quando era ministro della sanità – una carica che avrebbe potuto minare seriamente la sua campagna per dirigere l’agenzia”.

L’accusa ha suscitato significative polemiche, in quanto proveniva da un consigliere di uno dei rivali di Tedros, il medico britannico David Nabarro.

Si era osservato che Tedros era responsabile della salute pubblica dell’Etiopia in un momento in cui si proclamava il Paese completamente privo di colera per un decennio – una malattia batterica che provoca, tra gli altri sintomi, una diarrea potenzialmente letale. L’Etiopia è riuscita a dichiararsi priva di colera diagnosticando ai pazienti con la malattia di avere la “diarrea acquosa acuta” anche quando i test hanno dimostrato che i batteri che causavano la diarrea erano associati al colera.

“In un’intervista, il Dr. Tedros, che è stato ministro della salute dell’Etiopia dal 2005 al 2012 e rimane molto apprezzato per i suoi successi, ha negato di aver coperto il colera”, ha riferito il  New York Times . “Le epidemie verificatesi nel 2006, 2009 e 2011, ha affermato, sono state solo” diarrea acquosa acuta “in aree remote in cui i test di laboratorio “sono difficili”. Questo è ciò che il governo etiope ha detto allora e sta dicendo ora nonostante un ultimo focolaio iniziato a gennaio. 

Attualmente, il sito web dell’OMS descrive il colera come “una malattia acuta da diarrea che può uccidere in poche ore se non trattata”. È da ricordare inoltre che il colera uccide fino a 143.000 persone all’anno nonostante sia “una malattia facilmente curabile”. Le Nazioni Unite, l’agenzia madre dell’OMS, hanno ammesso di aver fronteggiato un focolaio di colera che ha ucciso 10.000 persone ad Haiti, un paese in cui la malattia non è originaria, nel 2010.

Su questa epidemia in Etiopia – come ricorda il Post – comunque non ci sono prove chiare sul fatto che Tedros avesse ordinato la copertura.

Dobbiamo, però, ricordare che Tedros è anche un uomo politico, precisamente un membro del Fronte di Liberazione del Tigrè – organizzazione politica che ha governato a lungo l’Etiopia.

Le petizioni che circolavano all’epoca contro la candidatura di Tedros alla guida dell’OMS notarono che rappresentava l’Etiopia all’estero in un momento in cui il paese aveva un “record abissale di non riconoscimento di diritti umani”.

Nascondersi dietro il clichè del razzismo per replicare alle accuse sulla gestione delle epidemie – come colera, coronavirus e ebola – non è la risposta che ci si aspetterebbe dal capo dell’OMS. Inoltre non è accettabile che egli, ricoprendo quella carica così importante, si arroghi il diritto di accusare Taiwan, stato escluso dall’OMS, per razzismo nei suoi confronti.

M.S.