I sindacati incitano i dipendenti pubblici trentini contro i privati per neanche 20 euro

Contrasteremo unitariamente e in tutti i modi il Ddl, per il grave sbilanciamento a favore delle imprese – pazienza se magari sono pure evasori- a sfavore del mondo del lavoro dipendente tutto“. La ripresa economica del Trentino, così come ipotizzata dal Presidente Maurizio Fugatti attraverso il disegno di legge di iniziativa giuntale presentato in Consiglio provinciale, sembra con frasi come queste non incontrare il favore dei sindacati. Cgil, Cisl e Uil firmano infatti un comunicato congiunto nel quale criticano il Presidente, l’Assessore al Lavoro Achille Spinelli e la Capogruppo della Lega in Consiglio provinciale Mara Dalzocchio.

Sui quotidiani la Dalzocchio difende una manovra che ha defraudato i lavoratori pubblici e sostiene il disegno di legge di Fugatti e Spinelli, che scippa 20 milioni già destinati agli impiegati del settore pubblico per dirottarli al mondo imprenditoriale a cui lei evidentemente si sente più vicina” scrivono i segretari generali dei tre maggiori sindacati.

La Dalzocchio si è difesa affermando che non si è trattato di un furto a una categoria, ma piuttosto una scelta di convogliare una quota di risorse al mondo imprenditoriale. “Ringraziamo la consigliera per il chiarimento, ma non serviva. Eravamo certi che questo scippo fosse una precisa scelta, non un caso” rilanciano i sindacalisti. “I 20 milioni, sono relativi alla vacanza contrattuale che è già nelle tasche dei colleghi in tutta Italia da oltre un anno“.

Per il personale socio-sanitario il rischio è doppio: da una parte lo scippo immediato dei 20 milioni, dall’altro la promessa di risorse future fino a 15 milioni, riservandosi però di ‘sentire le organizzazioni sindacali’” denunciano i sindacati. “Quei 15 milioni, per di più, non sono a carico del bilancio provinciale, ma dei Fondi di riserva dell’Azienda Sanitaria, lo ribadiamo. Servono risorse fresche, quelle già in disponibilità del tavolo contrattuale per tutte le categorie di lavoratori della sanità non possono essere intaccate“.

Contrasteremo unitariamente e in tutti modi il disegno di legge, per un grave sbilanciamento a favore delle imprese, magari qualcuna composta anche da evasori, a svantaggio del mondo del lavoro dipendente tutto” conclude il comunicato dei sindacati.

Un’accusa pesante, che però andrebbe meglio chiarita perchè ci sono tante cose da specificare: innanzitutto il famoso aumento del contratto a favore dei dipendenti pubblici.

Sembra infatti che questi 20 milioni relativi alla vacanza contrattuale comportino in realtà un aumento mensile ai singoli dipendenti pubblici della provincia autonoma di Trento inferiore a 20 euro, con stime che si aggirano tra i 13 e i 15 euro mensili. Inoltre, quando i sindacati attaccano il mondo privato, dimenticano che i servizi pubblici vivono grazie ai consumi resi possibili dagli stipendi erogati dagli imprenditori ai propri dipendenti.

In una manovra da circa 150 milioni di euro, viene raschiata una quota di 15 milioni relativa al rinnovo contrattuale, ovvero il 10% dell’intero importo della manovra. Il tutto diventa ancora più nebuloso se si considera che l’impiego pubblico non conoscerà nel breve-medio periodo la crisi occupazionale che si vedrebbe invece nel mondo privato senza importanti aiuti da parte degli enti locali.

Duole constatare come i sindacati, ancora una volta e nonostante le attuali drammatiche condizioni di emergenza globale, anziché collaborare in modo propositivo e avanzare osservazioni costruttive, abbiano agito in modo pretestuoso, attaccando ingiustamente la Giunta, al solo fine di formare esponenti politici di sinistra” è il commento di Devid Moranduzzo.

Poi certo, il diritto sindacale della vacanza contrattuale va difeso, ma bisogna anche rendersi conto di chi sta facendo sacrifici e in che misura in questo momento. Solo così si può capire chi effettivamente ha bisogno di aiuto e chi può rinunciare una tantum a un benefit che gli spetta di diritto.

Riccardo Ficara Pigini