Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma e già Ex detenuto nel carcere di Rebibbia, ha denunciato come una persecuzione il ricorso in Cassazione presentato dal ministero della Giustizia contro la riduzione di sei giorni della sua pena. Tale riduzione era stata concessa dal Tribunale di Sorveglianza a causa delle condizioni inumane vissute durante la detenzione. Alemanno ha sottolineato l’assurdità del ricorso, evidenziando l’enorme sproporzione tra i costi sostenuti e l’entità del contenzioso, solo sei giorni di detenzione.
L’ex sindaco si è interrogato sulla mancata considerazione da parte del ministero del problema del sovraffollamento carcerario, fattore che giustifica le riduzioni di pena decise dai tribunali. Ha inoltre lamentato un possibile accanimento personale legato alla sua attività politica, volta a migliorare le condizioni carcerarie e a ridurre la recidiva criminale. Alemanno ha infine rinnovato la richiesta di un incontro con il ministro Carlo Nordio per esporre direttamente la reale situazione delle carceri italiane.
Dal ministero della Giustizia è arrivata la conferma che Nordio non era a conoscenza del ricorso, definito un «disguido burocratico» interno al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il ministro ha promesso la revoca immediata del ricorso e ha invitato Alemanno a un colloquio, sottolineando l’avvio di un’indagine interna e di un’istruttoria per verificare il sistema di calcolo degli spazi nelle celle, suggerita dallo stesso ex sindaco. MC

