La legge contro la shrinkflation non entrerà in vigore il 1° ottobre 2025 come previsto, ma sarà rinviata al 1° luglio 2026. È quanto prevede un emendamento al ddl Semplificazione in discussione al Senato. Una proroga che ha fatto infuriare l’Unione Nazionale Consumatori, che parla di “vergogna” e di “schiaffo a chi ogni giorno fa la spesa”.
La shrinkflation è la pratica con cui le aziende riducono le quantità di prodotto mantenendo invariato il prezzo: confezioni più leggere, portafogli più vuoti. Un fenomeno che colpisce i beni di largo consumo – dai biscotti al cioccolato, fino ai detersivi – e che l’associazione guidata da Massimiliano Dona denuncia da tempo come una truffa ai danni delle famiglie.
“Uno schifo! – attacca Dona – È l’unico articolo positivo della legge sulla concorrenza e viene rimandato di continuo. Prima doveva partire il 1° aprile 2025, poi a ottobre, ora addirittura nove mesi dopo. È un’offesa ai cittadini”.
Secondo l’UNC non ci sono motivi tecnici sufficienti a giustificare lo slittamento. “Dire la verità ai consumatori non compromette la libera circolazione delle merci” spiega Dona, ricordando che sarebbe sufficiente un’etichetta adesiva per informare correttamente i cittadini. “Dal 2005, inoltre, il Codice del Consumo obbliga a scrivere le informazioni in italiano: quindi la confezione va comunque rifatta per il nostro mercato”.
Il rischio è che fino al 2026 i consumatori restino senza protezioni, continuando a pagare di più per confezioni che contengono meno prodotto. Un esempio semplice: una pasta che passa da 1 kg a 900 grammi, con lo stesso prezzo, equivale a un rincaro reale dell’11%.


