martedì, Febbraio 10, 2026
HomeAttualitàPalmoli e i minori: la stampa italiana è andata fuori di testa?

Palmoli e i minori: la stampa italiana è andata fuori di testa?

-

La Carta di Treviso, redatta nel 1990 da importanti organismi del settore giornalistico e della tutela infantile, rappresenta un pilastro fondamentale per la salvaguardia dei minori nel panorama informativo italiano. Questa carta nasce dalla necessità di proteggere l’infanzia in un’epoca in cui i media cominciavano a trattare con crescente insistenza le cronache che coinvolgevano bambini e adolescenti. La sua premessa essenziale è chiara: la salvaguardia dell’infanzia deve sempre avere la precedenza rispetto al diritto di cronaca. Il suo recepimento, attualmente, è stato in toto condensato nel nuovo Regolamento del Codice Deontologico unico dei diritti e dei doveri del giornalista, promulgato proprio a partire da quest’anno, con particolare riferimento ai social, come facebook, che sono aperti a tutti e anche ai minori.

Palmoli è uno scempio: da qualsivoglia parte vi sono nomi, volti, abitudini e vita privata, con informazioni sensibili, come i conti correnti, l’igiene, l’aspetto psicologico, la salute fisica, l’aspetto scolastico, che sono sputtanati a mezzo stampa e che riguardano MINORI!!!!!!!

Il documento stabilisce regole rigorose per l’informazione riguardante i minori, vietando la pubblicazione di nomi, immagini o dettagli che possano identificare un bambino. Si sottolinea che nessuna esigenza di storytelling o di sensazionalismo può giustificare una violazione della privacy infantile. Inoltre, la Carta assicura che anche il linguaggio utilizzato dai giornalisti sia rispettoso e privo di toni morbosi, consapevole dell’impatto che una narrazione inappropriata può avere sullo sviluppo emotivo dei piccoli coinvolti.

MANIACI DEI PARTICOLARI, PERSINO L’IGIENE INTIMA VIOLATA

Con la crescita dei social network e delle piattaforme digitali, la rilevanza della Carta di Treviso è aumentata significativamente. La diffusione rapida dei contenuti online, infatti, comporta rischi maggiori per la tutela dei minori, non essendo possibile controllare la circolazione di immagini o notizie una volta rese pubbliche. I bambini di Palmoli sono in pasto alla AI, possono diventare MEME, sono stati violati nel profondo intimo per sempre.

Questi bambini hanno visto leso il diritto principale del minore di NON ESSERE oggetto di interesse di malevoli, come ii pedofili, di angherie, come il bullismo, di attacchi, come ad esempio in futuro l’isolamento e l’esclusione per un passato burrascoso e infelicemente devastato dalle cronache. Questo è accaduto per proteggerli e per difenderli nei loro diritti? Vale più un soffione della doccia che non la possibilità di non guardare più negli occhi nessuno per la vergogna una volta diventati grandi?

I SAVONAROLA DEL PERBENISMO VALGONO POCO MENO DI “Shpalman®

La Carta di Treviso va oltre la semplice enunciazione di principi; essa incarna un impegno etico collettivo. Il minore, SE ERA INTENZIONE FARNE TUTELA, non doveva essere mai esposto a tale deflorazione della vita privata e dell’intimo. La vergogna nazionale parte proprio dalla stampa, da noi, che in teoria dovremmo tutelare la parte debole, che in questo caso sono i bambini. Non so se c’è la consapevolezza di quanto stanno vomitando le pagine del web, in questo periodo… conto che non ci sia almeno la consapevolezza.

MC

In foto il Sindaco di Palmoli Giuseppe Masciulli

martinacecco
martinacecco
Giornalista e blogger: scrivo per Donnissima il blog in rosa. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Laureata in Filosofia presso l'Università degli Studi di Trento. Lavoro per un progetto sperimentale di AI che riguarda le lingue e il loro rapporto con i motori di ricerca e la SEO. Studentessa presso la Scuola di Formazione Politica, Fondazione Luigi Einaudi, percorso di Scuola di Liberalismo 2025. Esperta in merchandising e produzioni editoriali.

Articoli simili

Stay Connected

17,483FansMi piace
10,611FollowerSegui
spot_img

Ultimi articoli