sabato, Marzo 7, 2026
HomeSalute e ambienteTrentino, addio export dei rifiuti: entro il 2033 un termovalorizzatore a Trento

Trentino, addio export dei rifiuti: entro il 2033 un termovalorizzatore a Trento

-

La Provincia di Trento accelera verso l’autonomia nella gestione dei rifiuti e fissa una scadenza: 2033, anno in cui il ciclo dovrà chiudersi interamente sul territorio provinciale. Il mezzo per arrivarci è un termovalorizzatore da 100.000 tonnellate annue, da costruire nell’area di Ischia Podetti, a Trento. La decisione è emersa dalla prima assemblea operativa dell’Egato, l’ente che riunisce i rappresentanti degli enti locali, dove è stata presentata la relazione tecnica a supporto della scelta.

Il punto di partenza è una doppia emergenza: le discariche provinciali sono esaurite e il modello alternativo — esportare il rifiuto indifferenziato verso impianti di Brescia e Bergamo — costa in media 200 euro a tonnellata, con picchi di 280 euro registrati nel 2023. Una volatilità che si scarica sui bilanci del servizio e, alla fine, sulle bollette dei cittadini. Il nuovo impianto, secondo le stime della relazione tecnica, porterebbe la tariffa a 155 euro a tonnellata: circa il 20% in meno rispetto ai costi attuali.

«Non possiamo continuare a conferire i nostri rifiuti altrove, sperando che siano altri a gestirli», ha dichiarato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti in una nota della Provincia Autonoma di Trento. «Autonomia significa anche assumersi l’onere delle scelte più complesse».

Ischia Podetti è stata scelta rispetto alle alternative di Rovereto e della zona del depuratore Trento 3 sulla base di criteri tecnici che includono il regime dei venti — valutato con il supporto dell’Università di Trento — la proprietà pubblica dell’area e la vicinanza alle zone industriali, utile per lo sviluppo del teleriscaldamento. Il modello di gestione sarà interamente pubblico, escludendo il project financing privato. Il costo dell’opera è stimato in circa 200 milioni di euro, da coprire tramite autofinanziamento, con una crescita tariffaria prevista sotto l’1% annuo nei 26 anni di piano.

Resta aperta la fase di approfondimento con i territori. «La relazione è solo il punto di partenza, non il punto di arrivo», ha sottolineato Michele Cereghini, presidente del Consiglio delle autonomie locali. Il 2033 è la data cerchiata sul calendario — mancano otto anni, e il percorso è appena cominciato.

Articoli simili

Stay Connected

17,483FansMi piace
10,611FollowerSegui
spot_img

Ultimi articoli