Il Trentino apre alla sperimentazione dei droni in agricoltura, con un’attenzione particolare alle aree montane dove pendenze elevate, appezzamenti ridotti e condizioni operative difficili rendono il lavoro nei campi più complesso e spesso più rischioso. È questo il senso della mozione presentata dal consigliere provinciale di Fratelli d’Italia Daniele Biada e approvata all’unanimità dal Consiglio provinciale di Trento
Il punto centrale è chiaro: portare innovazione nell’agricoltura trentina senza perdere di vista la sicurezza degli operatori, la tutela ambientale e la competitività delle aziende. In territori di montagna, infatti, l’uso dei mezzi tradizionali può risultare più difficile, meno efficiente e in alcuni casi più esposto ai rischi. Da qui l’idea di verificare concretamente l’impiego dei droni in agricoltura attraverso un percorso di sperimentazione sul territorio provinciale
Secondo quanto spiegato nel comunicato, la mozione impegna la Giunta provinciale ad avviare, nell’ambito delle proprie competenze e nei rapporti con il Governo e con i ministeri competenti, il percorso necessario per richiedere l’autorizzazione alla sperimentazione. Il progetto dovrebbe essere realizzato in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach, con particolare attenzione alle zone montane caratterizzate da terreni in pendenza
L’obiettivo non è soltanto tecnologico. Dietro il tema dei droni in agricoltura c’è infatti una questione molto concreta: rendere più sicuro il lavoro agricolo in contesti difficili, migliorare la precisione dei trattamenti e ridurre la dispersione dei prodotti nell’ambiente. Nel comunicato si richiama anche il fatto che, negli ultimi anni, a livello nazionale ed europeo si siano moltiplicate esperienze di questo tipo, con risultati definiti incoraggianti proprio sotto il profilo dell’efficienza e della minore esposizione degli operatori
Biada lega questa proposta anche alle richieste arrivate dal mondo agricolo più giovane. La sperimentazione, infatti, nasce pure dalla necessità di dare risposte alle difficoltà tipiche dell’agricoltura di montagna, dove innovazione e sostenibilità possono diventare strumenti decisivi non solo per migliorare il lavoro quotidiano, ma anche per mantenere competitivo un settore che ha un ruolo essenziale nella cura del territorio e nella difesa dell’equilibrio idrogeologico
Nel documento si chiede inoltre di promuovere, anche tramite l’Ufficio fitosanitario provinciale, la valutazione di progetti pilota in Trentino, così da monitorare gli effetti della sperimentazione in termini di sicurezza, efficacia dei trattamenti e tutela ambientale. Un passaggio che lascia intendere come il tema non venga letto soltanto in chiave politica, ma anche come possibile banco di prova tecnico per il futuro dell’agricoltura trentina
Favorevole anche l’assessore Zanotelli, che ha ricordato come il percorso resti collegato alle norme nazionali ed europee e come sarà importante accompagnare la sperimentazione già avviata, anche in vista del decreto attuativo atteso a breve


