Il taglio delle accise non si starebbe traducendo in un reale alleggerimento per gli automobilisti. Secondo Federconsumatori, infatti, i prezzi di benzina e diesel continuano a restare troppo alti rispetto all’andamento del mercato internazionale e alle quotazioni del petrolio, con rincari che finiscono per annullare i benefici attesi.
L’associazione sostiene che, alla luce dell’attuale valore del Brent e del cambio euro-dollaro, i listini alla pompa dovrebbero essere sensibilmente più bassi. Da qui la denuncia: i conti non tornano e il costo dei carburanti continua a pesare in modo rilevante sui bilanci delle famiglie, sia direttamente sia attraverso gli aumenti indiretti sui beni di consumo e sui trasporti.
Nonostante il doveroso abbassamento delle accise i prezzi, invece, continuano a crescere in maniera sproporzionata annullando, di fatto, i benefici di tale operazione.
Lo troviamo un comportamento estremamente grave, che pesa sui cittadini, ai livelli attuali, con ricadute di +282,60 euro annui per costi diretti (sui pieni di carburante) e +247,40 euro annui in termini indiretti, dovuti all’incremento dei prezzi dei beni trasportati, in Italia, per oltre l’86% su gomma.
Una situazione che riteniamo inaccettabile e che deve essere arginata, al più presto, con controlli e sanzioni da parte del Governo e delle Autorità competenti, prima che ripercussioni ancora più gravi si abbattano sull’intero sistema economico. Inoltre riteniamo necessaria, quasi imprescindibile, visto tale andamento, una proroga del limitato periodo di 20 giorni attualmente previsti dal decreto.
Analoghe misure di intervento e sostegno sono necessarie sul fronte bollette, con i costi della materia prima in costante crescita: serve, in questo caso, portare l’Iva al 10% sull’intero volume dei consumi domestici di gas; sull’elettricità, invece, deve esser ridotto il peso degli oneri generali di sistema, con un trasferimento parziale sulla fiscalità generale.
Federconsumatori


