Craxi (PSI): “Governo si è abbandonato alla leadership di Trump per comunione di intenti”

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“In che senso c’è stata una vendetta di Trump? Significa che le indagini della magistratura dell’epoca furono eterodirette o in qualche modo ci fu una mano straniera nel rivolgimento del sistema politico italiano? Non sono cose da poco. Al bar uno può anche dire ‘gliel’hanno fatta pagare’. Qui si tratta che hanno rovesciato un sistema politico, sono scomparsi i quattro partiti, mio padre si riparò fuori dal Paese. Detta così, quindi, vuol dire che qualcosa c’era, se una persona così autorevole come Paolo Mieli muove questo tipo di sospetti. Dire ‘la faranno pagare anche alla Meloni’ è un modo anche un po’ bislacco di trattare le questioni della politica. Vuol dire che c’è un superpotere che domina e che decide? Siamo ancora a sovranità limitata? Nel caso del governo attuale c’è stato un abbandono alla leadership di Trump perché c’era una comunione di intenti, ci sono delle rilevanti convergenze sul piano ideologico. Trump è stato deluso dalla Meloni, ma dipende da cosa si aspettava. Quel che è certo è che Trump e la sua politica, che privilegia gli interessi americani, non può coincidere né con gli interessi dell’Europa né con gli interessi delle singole nazioni europee”.

A dirlo è stato Bobo Craxi, dirigente del Partito Socialista Italiano, intervenuto su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

Proseguendo nel suo intervento, Bobo Craxi ha ulteriormente specificato: “Non si arriva alla Meloni presidente del Consiglio se prima non crolla la Prima Repubblica. Siete convinti che, se fossero rimasti in piedi la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Liberale e il Partito Repubblicano, Silvio Berlusconi avrebbe fatto la sua discesa in campo? È difficile immaginarlo. Voltando la testa lì indietro dovremmo fare qualche riconsiderazione. Nel problema di cui si tratta, il segretario generale della Nato gira il mondo spiegando come sono le operazioni militari, e questo è abbastanza curioso, è irrituale quantomeno. Le operazioni militari che vengono fatte presso le basi Nato, quando non sono congiunte, devono essere sempre comunicate anteriormente e, in particolare, le operazioni di volo, attraverso i piani di volo. Ora non saranno stati 500 i voli partiti dall’Italia in direzione del teatro di guerra, saranno stati uno, due, tre, ma comunque gli americani hanno in qualche modo utilizzato le basi italiane. Che lo abbiano fatto con la complicità dei nostri corpi dello Stato o del governo, o senza quella complicità, quello che dice Rutte è avvenuto, su questo non ci piove. Se si vuole fare un’inchiesta, se si vuole andare in Parlamento a vedere quali di questi 500 furono autorizzati, si scoprirà che parte di questi 500 non sono stati autorizzati. Oppure viene fatto un piano di volo in cui si dice che si sta facendo un rifornimento, ed è probabile che sia così, ad altri velivoli, ma gli altri velivoli è chiaro che agivano in quella fase in un teatro di guerra”.

Infine, concludendo il suo intervento, il dirigente del Partito Socialista Italiano ha evidenziato: “Una volta che gli americani hanno attaccato gli iraniani e gli iraniani hanno risposto al fuoco, e quindi la nazione colpita è una nazione alleata della Nato, non è assolutamente escluso che le basi degli alleati facciano delle azioni di sostegno alle forze in campo. Il problema del governo è che si è barcamenato tra un sostegno all’azione militare e il rifiuto secco dell’utilizzo delle basi Nato. Il governo rifiutò non la partenza, ma l’atterraggio nelle nostre basi militari, ma dalle nostre basi militari sono sempre partiti degli aerei. Il punto della delusione “trumpiana” è che non si aspettava che Meloni manifestasse una contrarietà netta alla sua azione militare. È evidente che Trump ha dei disturbi, quindi io tendo in parte a derubricare questo suo manifesto comportamento istrionico come un disturbo della personalità. Lui pensa chiaramente di avere dei sudditi e non degli alleati, e in questo ad un certo punto anche i più amici sono diventati ostili”.

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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