Galleria di Mezzolombardo, Biada incalza la Provincia sulla sicurezza della SS43

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La sicurezza della viabilità a nord della galleria di Mezzolombardo finisce al centro del confronto tra il consigliere provinciale Daniele Biada e la Provincia autonoma di Trento. Il tema è uno di quelli molto concreti per chi percorre ogni giorno la S.S. 43, la S.P. 64 e il nodo viario che collega Mezzolombardo, la Paganella e le Valli del Noce: visibilità ridotta, precedenze contestate, rischio di manovre scorrette e accessi contromano.

A sollevare il caso è stato Biada, consigliere provinciale di Fratelli d’Italia, con un’interrogazione a risposta scritta dedicata proprio alla sicurezza del tratto a nord della galleria. Nel documento vengono segnalate diverse criticità: il traffico intenso dei veicoli provenienti dalle Valli del Noce, la scarsa visibilità in prossimità della rotatoria, la presenza di un guard rail ritenuto penalizzante per la visuale e le difficoltà di immissione nei pressi di via Cavalleggeri Udine.

La risposta della Provincia non accoglie tutte le richieste, ma apre ad alcuni interventi. Il punto più concreto riguarda la segnaletica: il Servizio Gestione Strade installerà a breve un cartello verticale dissuasivo con incorporazione grafica del divieto, sul modello di quelli utilizzati in alcune rampe autostradali o in tratti viari ad alto volume di traffico. L’obiettivo è rafforzare la percezione del divieto e ridurre il rischio di comportamenti pericolosi, compresi eventuali accessi contromano alla galleria.

Sul guard rail la Provincia lascia aperta una possibilità, ma con prudenza. Sarà valutato un leggero arretramento della barriera stradale sulla rampa di uscita dalla S.S. 43 verso l’intersezione con la S.P. 64, a condizione che siano disponibili elementi certificati e compatibili con la barriera esistente. La precisazione non è secondaria: per la Provincia l’intervento non deve creare un varco meno protetto rispetto alla situazione attuale.

Più netta, invece, la chiusura sulla modifica delle precedenze. Biada aveva posto il problema dell’incrocio tra la S.P. 64 e via Cavalleggeri Udine, sostenendo che il flusso proveniente dalla provinciale sia mediamente più consistente rispetto a quello dei veicoli che escono dalla galleria e si dirigono verso Mezzolombardo. Da qui l’ipotesi di rivedere l’attuale regolazione, ritenuta poco funzionale e potenzialmente rischiosa.

La Provincia, però, difende l’assetto esistente. Secondo la risposta firmata dal presidente Maurizio Fugatti, la configurazione attuale assegna la precedenza ai veicoli sulla strada statale secondo i normali criteri di gerarchia stradale. Una modifica, viene spiegato, sarebbe di dubbia efficacia e potrebbe persino peggiorare la sicurezza, inducendo i veicoli provenienti da nord sulla S.S. 43 a ignorare le nuove regole di precedenza davanti a un rettilineo apparentemente libero.

Resta complesso anche il capitolo videosorveglianza. Biada aveva chiesto di valutare un sistema per monitorare e sanzionare i comportamenti scorretti, in particolare nella zona della corsia di accelerazione e dell’immissione sulla statale. La Provincia ricorda però che eventuali riprese remote devono rispettare la normativa sulla privacy e che, se usate per accertare violazioni del Codice della Strada, richiedono apparati omologati e autorizzazione del Commissariato del Governo.

Una strada alternativa indicata dalla Provincia riguarda il controllo automatico della velocità in uscita dalla galleria della Rupe in direzione nord. Anche in questo caso, però, l’installazione non sarebbe immediata: servirebbe una richiesta del Comune competente e l’autorizzazione del Commissariato del Governo, nel rispetto della normativa vigente.

L’interrogazione di Biada produce quindi un primo risultato visibile, con l’annuncio del nuovo cartello dissuasivo, e mantiene aperta la partita sull’eventuale arretramento del guard rail. Restano invece ferme le precedenze attuali e più articolata l’ipotesi di telecamere o controlli automatici.

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