Colpi di Marco: I Valori, ma i nostri Valori!

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Nelle ultime notizie, il podio della imbecillità, lo occupa quel giovane deficiente arrivato al punto di filmare ridendo su una ragazza morente, a favore degli stramaledetti social, mettendo in scena l’ultima piaga del degrado sociale giovanile. Il tragico incidente stradale è avvenuto a Ceriale, in provincia di Savona, lungo l’Aurelia della riviera ligure. La ragazza, Sofia Barberi di 22 anni appena, viaggiava a bordo di uno scooter con l’amica Emma Brasca, quest’ultima coinvolta e ricoverata all’ospedale di Santa Corona di Pietra Ligure in condizioni molto serie, tant’è le hanno dovuto amputare un piede. Le due ragazze sono state travolte da una Fiat 500, guidata da una neopatentata, sulla quale viaggiava il cretino di seconda generazione. Questa sottospecie di larva umana, e degno rappresentante di una riproduzione priva di valori, appena sceso indenne dall’autovettura ha pensato bene di estrarre il cellulare per filmare l’accaduto. E nel farlo, rideva. “Raga, ve lo giuro, è morta!” E giù risate a crepapelle, come se la morte fosse una barzelletta da condividere con gli amici. E condivisione è stata, perché l’obiettivo di questa jena ridens era che il video diventasse virale.  La ragazza, moribonda ma ancora in vita, morirà poche ore dopo al nosocomio di Pietra Ligure. Ed egli rideva. Neppure Miche Pezza, il brigante meglio conosciuto come Fra Diavolo, è mai arrivato a tanto. Fuori dai denti: il disagio giovanile, questa definizione edulcorata per mascherare l’istinto delinquenziale dei pargoli, ha una responsabilità precisa: il crollo dei valori dovuto ad un insana, quanto maldestra, educazione impartita in famiglia, a scuola, e non ultimi nella società e nella politica. Un quadro desolante dove nessuno si creda vergine e nessuno possa affermare di essere innocente.  In questo panorama infame occupa un posto di rilievo la fiera nazionale della piccola e media editoria di Roma, più libri più liberi. Già… Più libri più liberi, una definizione ad minchiam. Liberi per le case editrici compiacenti alla sinistra, per la diffusione ad indirizzo unico, obbligati a non partecipare tutti gli altri.  Un festival della sub-cultura infarcita di favole, spacciate per storia, con l’arroganza e la “indagine di classe” di Marx ed Engels, ostentato come un’icona, seppure sia un libro a malapena sfogliato dai compagni, poiché se l’avessero capito sarebbero fuggiti a gambe levate dalla teoria rossa. Eccoli qua, i compagni! Oggi obbligano i partecipanti a distinguersi con la tessera di antifascisti, come ieri quella del green pass, probabilmente aspirando di imporre pure il Pasport e la Propiska dell’Unione Sovietica. Perché il comunista è come un coccodrillo: quando apre la bocca o vomita o ti sbrana. E’ nella loro indole, per non sconfessarsi hanno vomitato tutto il rancore pure sulla disgrazia della Ministro Roccella. Però difettano di memoria, condizione non da poco e tanto basta per farli passare da ridicoli nel vederli sbraitare contro la Meloni per il caso Trump, accusandola di prostrarsi al Presidente a stelle e strisce dimenticando quando il Governo D’Alema, a Bill Clinton, gli offrì anche il deretano. Oltre alle basi italiane; oltre alle nostre Forze Armate, di cielo e di terra, in guerra nel Kosovo; oltre a non avere atteso la risoluzione preventiva del consiglio di sicurezza dell’ONU; oltre ad entrare in guerra senza formalizzarla con un dichiarazione; oltre ad avere barattato i morti del Cermis con la terrorista Baraldini. Compagni telecomandati: un giovane Agente della Polizia locale di Milano, Francesco Imprezzabile, un siciliano di Mazara del Vallo, ha perso la vita rincorrendo in motocicletta un auto in fuga dopo avere forzato un posto di blocco. Qualcuno ha ipotizzato che la caduta sia stata causata dallo speronamento dell’auto del fuggiasco, ma la Procura ha immediatamente escluso il contatto diretto. Immediatamente…  Pensate avverrà un corteo con tanto di fiaccolata in onore del poliziotto? No, il telecomando non prevede questo tasto. Più realistico credere ad un’accusa per avere costretto il conducente dell’auto, un suv di grossa cilindrata, nel sostenere una folle velocità per fuggire. Nel Belpaese funziona così, free free Palestine al gay pride con la bandiera di Hamas e dell’Iran. Come se un tacchino sfilasse contento nella Quinta Strada di New York per festeggiare il Giorno del Ringraziamento.  Un mondo al contrario, come ha scritto il generale Vannacci nel suo famoso libro. Cosa dire di questo mio quasi omonimo? Siamo separati da una vocale, ma pure dalla storia politica. Se all’inizio credevo che fosse una risorsa per la destra italiana, oggi temo che sia una disgrazia. Non me ne voglia, generale, ma cresciuto all’ombra di Beppe Niccolai, per il sottoscritto, la politica è una cosa seria e non una nave pronta ad imbarcare anche le puttane sotto i lampioni. Lei, generale, per come la vedo io, avrebbe dovuto dimettersi del mandato ricevuto prima di formare il suo partito, così lei e così tutti i deputati saliti sopra il suo carro. Così è troppo facile, generale, “fidem servare” –non tradisco la parola data- è il Valore assoluto della destra italiana, ma di destra non è, e di quei Ragazzi combattenti pur sapendo del loro destino già segnato. Mi ha deluso, generale, lei e la sua sporca dozzina, ripetendo l’azzeccata autodefinizione per i membri del suo partito, ma l’Italia non è un film da girare nelle hall degli alberghi dove le comparse si atteggiano ad attori in cerca della parte importante per sfanculare la vita.  Lei è  furbo, generale, intuendo del vuoto a destra si è catapultato con determinazione militare, questo lo riconosco, ma con un’estrema povertà di idee, e di frasi banali scontate, al limite della piaggeria. Non me ne vorrà, generale, se la dovessi considerare come l’ultimo dei Ciompi fiorentini.  Se questa fosse la sua politica ego non prodo, generale, io non tradisco i miei Valori ed il mio senso della libertà. Quella libertà imparata dal pensiero gentiliano e trasmessa nelle azioni di Beppe Niccolai, Teodoro Buontempo, Giorgio Almirante e dai tanti militanti mossi dal verbo fidem servo. Fidem servo, ovvero mantengo la promessa, per il quale guardo gli ultimi con la identica benevolenza dovuta ad un fratello. E’ la nostra storia, generale, le piaccia o non sono i i nostri Valori non negoziabili.  Fidem servo, dunque, con la quale mi rivolgo a Gianni Alemanno sicuro del buon fine della sua promessa a favore dei carcerati per una vita più umana, all’interno del carcere, seguita da un processo di reintegrazione nella società vero ed efficace. Se tutto questo, Gianni, dovesse costare lo scioglimento di un abbraccio non temere: avrai al tuo fianco l’espressione pura dei nostri Valori. Quelli veri. Infine, abbraccio per abbraccio, se fossi in te lo preferirei con Marco Rizzo. Semplicemente vedo in lui la sicurezza della lealtà.

Marco Vannucci

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