Flotilla. Delia: “Dopo 24 ore non abbiamo notizie degli attivisti trasferiti a Bengasi. Trattati come clandestini” 

Share

“Dieci attivisti, tra cui due italiani, erano in un convoglio umanitario partito dalla Mauritania per portare ambulanze, caravan, case mobili alla popolazione di Gaza. Arrivati al confine tra Libia occidentale e orientale sono stati bloccati ed è iniziata una fase di negoziazione. Noi chiedevamo di poter attraversare la Libia anche scortati, forti del fatto che la Convenzione di Ginevra prevede che i convogli umanitari, se necessari, dovrebbero essere fatti passare anche da quegli Stati che normalmente non ne consentono il passaggio. Questo non è accaduto, così una delegazione si è avvicinata al primo checkpoint per provare a negoziare ancora, chiedendo se potevano esserci condizioni da rispettare pur di oltrepassare la Libia e arrivare in Egitto. Dopo essere arrivati al primo checkpoint noi abbiamo perso completamente le comunicazioni con loro. Per 3-4 ore non abbiamo saputo nulla, poi dal console a Bengasi e dalla Farnesina abbiamo avuto notizie molto vaghe e ci hanno detto che da quello che risultava dalle autorità libiche queste dieci persone erano state fermate perché accusate di essere entrate illegalmente nel Paese e quindi considerati come clandestini. Quando però si arriva a un checkpoint libico, se lo si oltrepassa, è perché qualcuno ti fa passare, quindi è accaduto qualcosa che non ci è ancora chiaro. Non sappiamo niente, la Farnesina non sa niente, neanche se stanno bene. È gravissimo”.

A specificarlo è stata Maria Elena Delia, portavoce della Global Sumud Flotilla, intervenuta su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

Proseguendo nel suo intervento, la portavoce della Flotilla ha anche aggiunto: “Sono attivisti della Flotilla via terra: l’idea iniziale era quella di avere, da un lato, le barche che provavano a raggiungere la costa di Gaza tentando di oltrepassare il blocco navale illegale e, dall’altro, un convoglio con centinaia di mezzi a motore, ambulanze, caravan, che partito dalla Mauritania è arrivato in Libia, dove si sono unite delegazioni di altri Paesi compresa l’Italia. L’idea era di attraversare la Libia e arrivare in Egitto. Sono mesi che chiediamo all’Egitto di avere un passaggio sicuro almeno per i mezzi che vogliamo far arrivare a Gaza. L’unico obiettivo di questa iniziativa era far avere ambulanze, case mobili, alla popolazione di Gaza che vive in condizioni drammatiche. Questo blocco arriva chiaramente da autorità che fanno capo a Haftar e che hanno dato il divieto di far passare queste cose. La nostra ipotesi è che loro dieci siano arrivati al checkpoint e che, poiché non era la prima volta, probabilmente c’è stata un’escalation per cui invece di rimandarli indietro, avendo capito che non sarebbe servito a nulla, secondo me li hanno fatti passare, poi gli hanno preso i telefoni e noi non abbiamo più saputo nulla di loro. Questo anche per spaventare gli altri che nel frattempo invece continuano ad essere accampati qualche chilometro più in là”.

Infine, concludendo il suo intervento, Maria Elena Delia, ha ulteriormente specificato: “I nostri esponenti di governo non si erano mai espressi criticando anche solo un ministro del governo israeliano, invece questa volta ovviamente si sono scagliati contro Ben Gvir, come se lui avesse preso improvvisamente il potere. Ma Ben Gvir è un ministro importante del governo Netanyahu, non è che ha fatto un golpe, è un’espressione del governo. Siamo molto contenti che in qualche maniera la Flotilla sia riuscita a dare uno scossone a questi equilibri che sembravano inamovibili. Del gruppo fanno parte giornalisti, attivisti di lungo corso, un anestesista in pensione di 77 anni, un pensionato di 86, casalinghe, studenti, infermieri, artisti, circensi. Carotenuto lo abbiamo implorato di salire perché avevamo il sentore che la situazione sarebbe diventata pesantissima e volevamo almeno un parlamentare. Quando si è lì poi non è un gioco”.

Redazione
Redazionehttps://secolo-trentino.com
La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

Leggi anche

Ultime notizie