“È la terza volta che le opposizioni chiedono le mie dimissioni, ma è legittima attività di opposizione. Quello che fa arrabbiare è che viene fatta passare come attività illecita una attività normalissima nelle commissioni d’inchiesta bicamerali e avvenuta anche in passato. Le commissioni d’inchiesta hanno gli stessi poteri della magistratura e, come la magistratura delega alle forze di polizia, ai magistrati alcune attività, lo stesso fanno le commissioni d’inchiesta. Sono attività che normalmente vengono compiute nei luoghi dello Stato: una caserma è un luogo dello Stato, un luogo istituzionale, non si tratta di attività parlamentari ma attività d’indagine, è un luogo che dà garanzia anche alla persona che deve essere sentita. Anche in passato le attività di sommarie informazioni sono state compiute al di fuori delle mura delle commissioni d’inchiesta. Mi sorprende che parlamentari che hanno anche più esperienza di me non lo sappiano o facciano finta di non saperlo”.
Sono state queste le parole di Marco Lisei, presidente commissione d’inchiesta Covid e senatore di Fratelli d’Italia, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
Proseguendo nel suo intervento, il Sen. Lisei ha poi ulteriormente specificato: “Abbiamo finito di analizzare tutto ciò che è accaduto nella prima fase della pandemia e possiamo dire che ci sono stati diversi problemi denunciati da molti degli auditi, anche membri del comitato tecnico scientifico. Stiamo analizzando gli sperperi o le ruberie che potrebbero esserci state in quel difficile periodo, e quindi le attività svolte dalla struttura commissariale di Arcuri. Inoltre stiamo analizzando il tema dei vaccini. Il giudizio che si può dare all’allora governo Conte è anche un tema rispetto a come lo Stato potrà reagire in futuro davanti a un’eventuale pandemia. Oggi siamo messi molto meglio di allora: sappiamo qual è stata la storia della sanità nei governi precedenti, in particolare con i tagli del governo Monti. Oggi non siamo nella stessa condizione, ad esempio oggi i posti in terapia intensiva dopo quello che è successo con il Covid sono aumentati e c’è la possibilità di aumentarli in maniera più veloce rispetto a quel periodo. Ovviamente ci sono ancora delle criticità, come quella della medicina territoriale sul quale si sta cercando di intervenire”.
Infine, concludendo il suo intervento, Marco Lisei ha aggiunto: “Non escludo che possa essere convocato anche Mario Draghi. La commissione si è data un ordine temporale, dovevamo partire dall’inizio della pandemia. Siamo partiti dalla prima ondata, ora siamo sulla seconda, se riusciremo andremo anche sulla terza che è stata poi oggetto dell’attività di Draghi. Vorremmo audire anche Conte, ma si è messo in commissione e da membro non possiamo audirlo. Io gli ho suggerito di uscire dalla commissione, farsi audire e poi rientrare in commissione, cosa che si può fare, ma ha scelto di non farlo”.

